Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Ex Ilva, primo sciopero e manifestazione ai tempi del Covid: “passeggiata civile” contro la cassa integrazione fotogallery

Assemblea davanti ai cancelli della fabbrica e poi la partenza in direzione della prefettura, con mascherine e senza striscioni per non violare le normative

Più informazioni su

Genova. Aggiornamento ore 11.30 È arrivato in prefettura il corteo degli operai dell’ex Ilva che hanno srotolato uno striscione con scritto “I lavoratori non sono una merce, non siamo schiavi di Mittal”. Il corteo, a cui hanno partecipato oltre 500 persone, si è svolto in modo ordinato e silenzioso: solo nelle due gallerie che costituiscono il tradizionale ultimo tratto del percorso i lavoratori hanno sfogato la loro rabbia con cori e slogan contro Mittal.

Manifestazione Arcelor Mittal 18 maggio

“Ci siamo comportati con determinazione e senso civico a differenza dell’atteggiamento arrogante di Arcelor Mittal, che è stata arrogante – ha detto al megafono il coordinatore dell’rsu Armando Palombo – Questa e la prima iniziativa pubblica in Italia e forse in Europa dopo il Covid 19 ma non si puo sempre tacere di fronte a chi abusa di tutto”.

La manifestazione si è sciolta in attesa dell’incontro di questo pomeriggio alle 16: “se l’azienda non si presenterà come ha fatto sabato o se non ritirerà le lettere di cassa integrazione che sono arrivate in assenza della pubblicazione del decreto la mobilitazione continuerà nelle forme e nei modi che decideremo nelle prossime ore insieme”.

Aggiornamento ore 10.45. All’interno di uno dei tunnel che precedono piazza Corvetto e quindi la destinazione della manifestazione – il palazzo della prefettura – gli operai di Arcelor Mittal hanno per qualche istante messo da parte l’understatement deciso per non contravvenire alle normative anti-Covid contenute nel dpcm. Qualche petardo e i cori contro l’azienda sono rimbombati nella galleria mentre la “passeggiata civile” si avvicina alla conclusione.

Manifestazione Arcelor Mittal 18 maggio

Aggiornamento ore 9e30. In movimento, distanziati, con mascherine e senza striscioni. Dopo un paio d’ore di assemblea davanti ai cancelli della fabbrica gli operai dell’ex Ilva si sono mossi in quello che non è stato definito un corteo bensì una “passeggiata civile” per non violare la normativa anti-Covid sulle manifestazioni (l’ultimo dpcm le consente, ma solo in forma statica).

“Ci muoviamo in direzione della prefettura – dice Armando Palombo, coordinatore Fiom dello stabilimento Arcelor Mittal – in questo modo, è il nostro modo per raccontare alla città quali sono i nostri problemi in attesa dell’incontro del pomeriggio”. Incontro che si terrà intorno alle 16.

“E’ una vergogna – dice Antonio Appice, rsu Fim – che siano arrivate le lettere senza un accordo sindacale e senza nemmeno la pubblicazione del decreto in una situazione in cui c’è del lavoro e non viene svolto e questo a discapito non solo dei lavoratori di Mittal ma dell’intero comparto produttivo genovese”.

Sono in assemblea dalle 7 davanti ai cancelli dello stabilimento di Cornigliano i lavoratori di Arcelor Mittal, in sciopero da venerdì contro la decisione dell’azienda di prorogare la cassa integrazione per Covid e allargarla ad altri operai che nelle scorse settimane erano rientrati al lavoro. La stessa azienda aveva chiesto e ottenuto dalla prefettura la riapertura in deroga di diverse linee di produzione per poter far fronte alle richieste di acciaio dei clienti.

Manifestazione Arcelor Mittal 18 maggio

Secondo i sindacati l’improvviso cambio di rotta, rientrerebbe nella volontà di Mittal di risparmiare sul costo del lavoro in attesa di riprendere la trattativa con il governo sugli stabilimenti ex Ilva che entro fine anno potrebbe portare a una restituzione degli impianti.

“Ad oggi la strategia di Mittal appare quella di andare via dall’Itala – conferma Fabio Ceraudo, rsu Uilm – quindi portare via l’acciaio e una risorsa importante come la siderurgia italiana. Ad oggi deve rispondere di tutto questo perché così non si può andare avanti. A Genova investimenti non ne abbiamo visti, a Taranto nemmeno quindi Mittal deve rispondere ai lavoratori”.

La rabbia dei lavoratori non si è fatta attendere e questa mattina intorno alle 9 partirà il corteo che si snoderà fin sotto il palazzo della prefettura dove alle 16 di oggi è stato convocato un incontro dal prefetto Carmen Perrotta a cui parteciperanno azienda, sindacati e istituzioni.

“ArcelorMittal rimane indifferente ed in modo arrogante procede con l’invio delle lettere ai lavoratori che usa come arma di ricatto verso il Governo nella sua trattativa riservata – spiega Bruno Manganaro, Fiom Cgil -. Vi è un utilizzo illegittimo dello strumento della cassa integrazione, avendo le prove che gli ordini commerciali per lavorare esistono”. Per questo la Fiom ha annunciato che in queste ore invierà un esposto alla Procura di Genova, oltre che a Inps e all’ispettorato del lavoro.

Manifestazione Arcelor Mittal 18 maggio

Il corteo dei lavoratori dell’ex Ilva sarà il primo post lockdown, nonostante il dpcm emanato ieri dal presidente Conte vieti ancora formalmente i cortei e consenta solo le “manifestazioni in forma statica”. Il corteo rispetterà comunque le prescrizioni anti contagio e si svolgerà con mascherine e rispetto del distanziamento.