Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Ex Ilva: bloccato il varco merci, l’azienda minaccia di mettere tutti in cassa integrazione fotogallery

Protesta dei lavoratori contro l'estensione della cassa Covid, sciopero a singhiozzo e presidio ai varchi fino a lunedì

Più informazioni su

Genova. Lavoratori in massa davanti al cancello del varco Diga, tra bandiere – c’era anche quella dei colleghi francesi della Cgt – striscioni e gazebo. E nessun camion all’orizzonte. È ripartita alle 7 di questa mattina la protesta dei lavoratori dell’ex Ilva di Genova, nonostante ieri l’azienda abbia chiesto di sospendere la mobilitazione dietro la minaccia nemmeno troppo velata di mettere tutti in cassa integrazione.

Generica

“Nell’incontro di ieri il responsabile delle risorse umane del gruppo ci ha detto che dobbiamo sospendere la protesta minacciandoci di chiudere tutto, anche il ciclo della latta, mandando tutti in cassa integrazione – spiega il coordinatore dell’rsu Armando Palombo della Fiom davanti all’assemblea che si è svolta davanti al cancello di accesso delle merci – Ci ha detto che così mettiamo a rischio gli impianti quando per anni siamo stati noi che quegli impianti li abbiamo tenuti insieme con scotch e cartoni. La sfida è accettata e lo sciopero continua”.

Stamani i lavoratori hanno impedito l’uscita dei camion con i rotoli pronti. Gli operai sono tutti in sciopero a singhiozzo e varcano il cancello compatti allo dell’ora decisa per la protesta: la situazione è tranquilla anche perché l’azienda ha avvertito i trasportatori di non far arrivare i mezzi nella giornata di oggi, ma la protesta continuerà almeno fino a lunedì e probabilmente oltre: “Sarà lunga e difficile” a ricordato Palombo al megafono rivolto ai colleghi.

Siamo giunti a un punto di non ritorno – aggiunge Nicola Appice, rsu Fim Cisl – abbiamo provato in tutti i modi anche con il supporto delle istituzioni a dialogare con questa azienda ma abbiamo trovato solo un muro. Di fronte a questo possiamo rispondere solo con una mobilitazione pesante”.

Lunedì mattina è previsto l’incontro in videoconferenza dei sindacati con il ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli, il ministro del lavoro Nunzia Catalfo e i vertici di ArcelorMittal: “Lunedì ci aspettiamo che il governo prenda una posizione chiara con questa multinazionale – dice Fabio Ceraudo, delegato Uilm e consigliere comunale del M5s – che faccia in modo di commissariarla fino a novembre, far pagare quello che è dovuto al Paese e anche gli arretrati perché la siderurgia deve rimanere visto che è un asset importante per il nostro Paese”