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Dal consiglio comunale ok a intitolare il porticciolo di Nervi a Luigi Ferraro, fu imprenditore ma anche camicia nera

Minoranza contraria. Nei giorni scorsi la protesta di Anpi e Cgil. Il sindaco Bucci: "Scandalo è che certe figure fossero dimenticate"

Genova. Sulla toponomastica l’aula rossa del consiglio comunale di Genova non è nuova a scontri anche accesi ma per forza di cose, questa volta, la querelle è stata tutta “streaming”. La seduta di oggi, riunita in videoconferenza per via delle norme anti Covid, ha affrontato la mozione presentata dal centrodestra e che chiedeva, in un unico documento, di intitolare la darsena a ponente del porticciolo di Nervi agli imprenditori Luigi Ferraro e Duilio Marcante e il futuro Waterfront Levante a Amadeo Peter Giannini, americano di origini genovesi fondatore della Bank of Italy e della Bank of America.

La proposta è stata approvata con il sì della maggioranza, il no dell’opposizione e del gruppo misto, e Guido Grillo (Forza Italia) presente non votante.

Il centrosinistra in consiglio, ma nei giorni scorsi anche l’Anpi e la Cgil, oltre ai quasi 7000 cittadini che hanno sottoscritto una petizione su internet, ha criticato pesantemente la scelta di dedicare uno spazio pubblico a Ferraro, che fu pioniere della subacquea italiana ma che aderì alla Repubblica Sociale e partecipò ad alcune azioni della X Mas, e anche quella di accorpare le due votazioni.

Oltre al carattere “divisivo” della proposta, il Pd – con un ordine del giorno di Alessandro Terrile – ha fatto notare che l’intitolazione a Ferraro va contro le linee guida della commissione Toponomastica comunale. “Da un lato è in conflitto con l’indicazione di utilizzare toponimi già noti, e sappiamo che le persone chiamano quello spazio ‘porticciolo di Nervi’ – ha spiegato il consigliere – dall’altro a Genova esiste già una banchina intitolata a Ferraro, e si trova alla Marina di Sestri Ponente”. Gianni Crivello ha fatto notare come la mozione, proposta il 30 aprile, sia stata calendarizzata in pochi giorni quando sarebbe stato opportuno affrontare questo tema delicato durante una seduta di consiglio aperta al pubblico. Stefano Giordano (M5s) ha affermato che è “inaccettabile dare spazio a un repubblichino, quindi a un fascista”.

Di contro Campanella (Fdi) ha difeso la mozione e definito la campagna dell’Anpi e la raccolta firme “incresciosa nei confronti della memoria di un eroe e sovversiva”. Francesca Corso, Lega, ha fatto notare come il suo gruppo non abbia esitato a votare sì alla proposta di conferimento del Grifo d’Oro al “comunista e partigiano Bruschi“.

Anche il sindaco di Genova Marco Bucci ha sostenuto con convinzione la mozione. “Il fatto che nel 1951 Ferraro sia stato insignito della Medaglia d’oro al valore dovrebbe già essere sufficiente a giustificare l’intitolazione di una via”, ha detto. Dopodiché Bucci ha citato documenti storici che dimostrano come Ferraro fosse un “tecnico” nell’ambito della X Mas e non avesse ucciso nessuno. “L’unico scandalo – ha concluso Bucci – è che in 60 anni a nessuno sia venuto in mente di ricordare queste tre figure”.

Nel dicembre scorso un’altra questione rovente sul fronte toponomastico, quello relativo all’intitolazione di un ponte a Fabrizio Quattrocchi, contractor genovese ucciso in Iraq. In quel caso, dopo la bufera che si era sollevata, era stata la stessa sorella di Quattrocchi, Gabriella, a chiedere al Comune di fare un passo indietro per evitare polemiche sul nome del fratello.