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Dal 28 maggio riapre l’Acquario di Genova, capienza ridotta a un quarto dei visitatori

Si riparte dopo due mesi di lockdown, all'interno misurazione della febbre e mascherine obbligatorie

Genova. Dopo due mesi e mezzo dal lockdown dal 28 maggio riapre l’Acquario di Genova. A comunicarlo è Costa Edutainment che gestisce anche le strutture di Cattolica e Livorno, pure queste pronte a ripartire alla fine del mese.

La capienza massima di visitatori in ingresso per ogni fascia oraria è stata ridotta da 600 a 150 persone ogni mezz’ora. All’Acquario ci sarà una postazione di rilevazione della temperatura corporea prima dell’accesso, segnaletica dedicata per favorire il giusto distanziamento sociale sia in biglietteria sia di fronte alle vasche espositive, dispenser di gel igienizzante lungo il percorso. La mascherina sarà da indossare obbligatoriamente per l’intera durata della visita.

I percorsi espositivi saranno interamente fruibili, ad eccezione delle vasche tattili, della sala VR Gear e del giardino Un battito d’ali. Per il primo periodo di riapertura sono sospese anche le visite guidate e Dietro le quinte che non consentirebbero il corretto distanziamento sociale.

Per evitare eventuali code in biglietteria, sarà fortemente incentivato l’acquisto dei biglietti online disponibili sui rispettivi siti internet per le sole singole strutture e non cumulativi. Per prepararsi ad accogliere il pubblico, inoltre, sono state fatte accuratissime pulizie di tutti gli spazi che verranno fruiti dal pubblico e ogni giorno l’attività sarà incrementata.

“Siamo molto felici – afferma Beppe Costa, presidente e amministratore delegato di Costa Edutainment – di riaprire al pubblico e di poter tornare ad essere un punto di riferimento turistico, economico e sociale dei territori dove siamo presenti. Seppur consapevoli che la ripresa sarà graduale, la riapertura vuole essere un segnale per tutti gli operatori del mondo turistico e culturale. Un segnale anche per i nostri visitatori che non hanno mai smesso di seguirci attraverso le attività digitali che hanno consentito di rimanere in contatto con tutti gli animali di cui non abbiamo mai smesso di prenderci cura”