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Da mesi senza stipendio né ammortizzatori: “Ci dicono di aspettare, ma non sappiamo come fare la spesa”

Stamattina presidio della Cgil per chiedere lo sbloco delle procedure

Genova. Sono almeno 65 mila i lavoratori genovesi che da febbraio a oggi hanno fatto tramite la contrattazione sindacale richiesta di ammortizzatori sociali, A loro si aggiungono coloro che si sono rivolti per legge direttamente alla Regione Liguria. Una percentuale molto alta di questi lavoratori da marzo a oggi ancora non ha visto un euro degli ammortizzatori di cui avrebbe diritto.

Presidio Cgil per sbloccare la cassa-Covid

Una situazione che rischia di creare una vera e propria emergenza sociale come spiega il segretario della Camera del lavoro Igor Magni nell’ambito del presidio organizzato questa mattina dalla Cgil: “C’è una fetta consistente di lavoratori di questa città come in tutto il Paese che ancora non ha visto un euro degli ammortizzatori sociali legati al Covid – spiega Magni – siamo qui per consegnare una lettera al Prefetto per sollecitare il Governo a trovare una soluzione, il che vuol dire sbloccare le pratiche e le procedure all’Inps. La situazione è critica perché ci sono persone che hanno difficoltà anche solo a fare la spesa e non è accettabile che sia un situazione di questo tipo”

Intanto mentre molte azienda hanno già fatto richiesta delle ulteriori settimane di cassa-Covid previste dal decreto Rilancio è emersa un’ulteriore complicazione: “Chi ha cominciato la cassa il 24 febbraio si troverà prendendo le anche le ulteriori cinque settimane previste dal decreto Rilancio già alla fine di maggio ad aver esaurito le settimane di cassa – spiega Magni – e per ripartire dovrà attendere l’inizio di settembre. C’ un buco temporale importante e qualcuno ci deve spiegare come faranno queste persone a sopravvivere”.

Non meno preoccupante è quello che accadrà dopo in termini di crisi economica e licenziamenti: “Ricordiamo che il 17 agosto scade il blocco dei licenziamenti stabilito dal Governo. Temiano che la situazione possa diventare drammatica e noi vorremmo evitarla”.

Presidio Cgil per sbloccare la cassa-Covid

Tra i lavoratori in piazza oggi tante addette delle mense scolastiche, senza stipendio né ammortizzatori: “La situazione è difficile – raccontano Patrizia De Sario e Maria rosa Raschellà della cooperativa Villa Perla – noi lavoriamo nel settore mense scolastiche, ci siamo fermate il 24 febbraio e ancora non abbiamo visto un centesimo”.

“Noi vorremo capire cosa dovremmo mangiare” dice Maria Teresa. “Fra di noi ci sono colleghe monoreddito che si trovano in una situazione molto grave – aggiungere Patrizia – per un po’ hanno dato fondo ai risparmi che avevano accantonato, ma poi basta, finiscono anche quelli”.