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Coronavirus, al via l’iter per la commissione d’inchiesta in Liguria: “Commessi errori e passi falsi”

Genova. Le opposizioni in consiglio regionale presentano in massa la richiesta al presidente Piana per l’istituzione di una commissione d’inchiesta sulla gestione dell’emergenza coronavirus in Liguria. E siccome da statuto e regolamento basta il 40% dei componenti dell’assemblea, non sarà necessario passare per il voto in aula.

“Il nostro obiettivo è capire se le risposte offerta da Regione Liguria in questi mesi siano state all’altezza o se ci siano state delle zone d’ombra. Vogliamo accertare la verità: un risultato che non dovrebbe interessare solo all’opposizione, ma che siamo sicuri stia a cuore a tutti, in modo da non ripetere, anche nella fase 2 o in futuro, anche se la speranza è che non ce ne sia più bisogno, errori e passi falsi commessi in questi primi mesi”, scrivono in una nota congiunta M5s, Pd, Italia Viva e Linea Condivisa.

“Sono tante le ragioni che ci hanno spinto a chiedere l’istituzione di una Commissione d’inchiesta – proseguono – In Liguria il tasso di letalità è particolarmente elevato (14.64%) ed è secondo solo a quello della Lombardia. I contagi nelle ultime settimane continuano a crescere sopra la media nazionale (+9,05% contro una media nazionale del +6,2%). Anche la mortalità è molto alta: delle 9.000 morti in Italia per Covid-19 dal 22 febbraio al 4 aprile, 400 sono avvenute in Liguria. La nostra è la regione del nord che fa meno tamponi (24,4 ogni mille abitanti). Gli operatori sanitari contagiati a fine marzo in Italia erano al 9% per cento, mentre in Liguria il 15% (percentuale salita a fine aprile al 21,7% secondo i dati di Alisa). Sono numerose e in continuo aumento, inoltre, le segnalazioni di criticità rispetto alla gestione dell’emergenza negli ospedali e nelle RSA dove, a metà aprile, sono stati accertati 730 contagiati e 360 anziani sono deceduti, ma 800 casi sono sospetti”.

La commissione d’inchiesta ci consentirà dunque di acquisire i dati e soprattutto i documenti che in questi mesi ci sono stati costantemente negati. Le richieste di accesso agli atti, nonostante i tempi tecnici siano trascorsi da tempo, non hanno avuto alcun esito e le decine di interrogazioni che i consiglieri di minoranza hanno presentato in questi due mesi sul tema dell’emergenza sanitaria non hanno ricevuto risposta alcuna. La Commissione può essere, sotto questo profilo, un utile strumento per rendere pubblici tutti gli atti che sono stati compiuti durante l’emergenza Covid-19, da chi aveva il compito di fare la regia e di assicurare il Governo”.