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Con il naso all’insù ma troppo vicini: polemica su assembramenti per le Frecce Tricolori fotogallery

Migliaia di genovesi si sono assiepati nelle piazze e nei belvederi cittadini

Genova. Lo show delle Frecce Tricolori per festeggiare la Repubblica ci ha unito. Pure troppo. Migliaia, infatti, i genovesi che hanno accalcato piazze, belvedere, strade e giardini per assistere allo spettacolo, e nel parapiglia le distanze “di sicurezza” sono state presto dimenticate. E la polemica è servita, alla velocità del suono.

Assembramenti frecce tricolore

Decine di foto e video dell’esibizione di questa mattina stanno riempiendo le bacheche social genovesi, e sono in tantissimi a non essersi lasciati sfuggire il “dettaglio” delle persone schierate spalla a spalla, a distanza ravvicinata, per intere piazze e balconate. Le zone con maggior “tasso di assembramento” sono state Castelletto, con la Spianata letteralmente presa d’assalto da centinaia di persone, Carignano, Foce, come Righi e i monti sopra la nostra città.

Nei luoghi di maggiore affollamento presenti anche alcune pattuglie di polizia locale e polizia di stato, per evitare più che altro che la situazione degenerasse. A Castelletto gli agenti hanno bonariamente invitato i cittadini, decine e decine, a sparpagliarsi per restare a maggiore distanza l’uno dall’altro “Altrimenti le frecce dall’alto si accorgono che così non va, cerchiamo di fare bella figura”, hanno scherzato alcuni cantuné per convincere la gente a distanziarsi. In parte ci sono riusciti, in parte no, ma non ci sono state situazioni di tensione né sono scattate multe. Tutti avevano la mascherina sul viso.

Un po’ ovunque le stesse scene: “Prevedibile”, scrive un genovese su facebook, “In questo periodo un evento del genere poteva anche essere evitato”, rincara la dose un altro, “Peccato, che queste frecce, siano state una forma di ringraziamento per medici, infermieri e per tutti coloro che hanno lavorato in sto periodo, ci siamo già dimenticati di loro?“. Insomma, non è quindi solo questione di movida: la leggerezza con cui si sta tornando alla meritata e agognata socialità è “democraticamente” cosa di tutti.