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Centro storico, crollato il soffitto esterno della scuola Garaventa in piazza delle Erbe fotogallery

In quel punto solitamente sostano decine di bambini e ragazzi. I genitori: "Poteva essere una strage, da anni segnaliamo problemi strutturali"

Genova. Stanotte è crollato il controsoffitto esterno della scuola Garaventa-Don Gallo in piazza delle Erbe nel centro storico di Genova, inaugurata solo nel 2014. A terra, in corrispondenza dell’ingresso davanti ai giardini Luzzati, sono piombati pezzi di cartongesso, cemento e calcinacci.

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L’ingresso è quello dove solitamente sostano decine di bambini in attesa di entrare o uscire da scuola, che in questi giorni non è frequentata a causa dell’emergenza coronavirus. L’edificio ospita due sezioni di scuole elementari e una di medie. Sul posto i tecnici del municipio Centro Est per un sopralluogo.

La parte di controsoffitto crollata è stata rimossa grazie con l’aiuto di una ditta che si trovava all’interno dell’edificio per eseguire altri lavori sulle tubature. Nel frattempo è stata chiamata l’impresa responsabile della manutenzione. Al momento si esclude che all’origine ci possa essere un’infiltrazione d’acqua, ma le cause sono ancora da chiarire.

Siamo attoniti, poteva essere una strage. Se non ci fosse stato il coronavirus, a mio figlio sarebbe arrivato un calcinaccio in testa – spiega Federica Scibetta, rappresentante di classe e madre di un alunno di seconda elementare -. Sono anni che segnaliamo problemi, sempre in maniera molto educata. A noi non interessano le polemiche ma solo la sicurezza dei nostri figli. Ci hanno sempre risposto che avrebbero mandato i tecnici a vedere, e in effetti alcuni lavori erano partiti. La nostra è davvero una scuola eccelsa, una perla, ma all’interno si lavora in condizioni assurde”.

L’anno scorso c’era già stato un crollo – aggiunge Anton Giulio Mannoni, sindacalista della Cgil e genitore di uno studente che frequenta la scuola -. Abbiamo fatto decine di appelli inascoltati al municipio. È andata benissimo, perché di solito in quel punto stazionano 50-60 bambini. Immaginate cosa sarebbe potuto succedere”.