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Centri estivi, sindacati frenano e diffidano aziende: “Tampone obbligatorio per bimbi e lavoratori”

Il documento "intima" tutti i centri di predisporre i test per utenti e lavoratori come condizione di accesso

Genova. Via ai libera ai centri estivi, anzi no. Dopo le faticose valutazioni delle scorse settimane, che hanno consentito, prima al governo e poi a Regione Liguria, di programmare la riapertura di servizi e spazi per l’infanzia, arriva la frenata dei sindacati, che mettono paletti dal peso di macigni: dovranno essere effettuati tamponi faringei per utenti e operatori per poter accedere (e lavorare) ai centri dedicati ai ragazzi.

“Errare humanum est, perseverare autem diabolicum”, scrivono Cgil, Cisl e Uil in calce alla diffida unitaria consegnata il 26 maggio ai datori di lavoro pubblici e privati di “Centri Estivi” e attività outdoor per bambini e adolescenti: “L’applicazione con il massimo rigore dei protocolli di sicurezza è imprescindibile al fine di evitare – anche in misura infinitesima – il disagio riscontrato nei servizi socio assistenziali residenziali nella nostra Regione”.

Un documento che però aggiunge alle linee guida predisposte dal governo la necessità di procedere al test di positività al coronavirus attraverso tampone faringeo per bambini e lavoratori “prima del rientro in servizio e ad ogni fine ciclo”. La diffida prevede che “si riterranno codesti Enti/Amministrazioni responsabili dell’eventuale danno alla salute pubblica, che dovesse verificarsi, con conseguenti azioni in sede amministrativa e giudiziaria da parte di queste OO.SS., fatta ovviamente salva ogni azione di tutela individuale dei lavoratori che alle OO.SS. conferiscono mandato. Inoltriamo la presente comunicazione a Regione Liguria, competente in materia di sorveglianza sanitaria e al Commissario di Governo per il coordinamento del contrasto dell’emergenza epidemiologica Covid-19 per quanto di loro competenza”.

La decisione dei sindacati rischia, quindi, di porre in forte dubbio la ripresa in attività di molti centri estivi, piccoli e grandi, centrali o periferici che siano, vista la probabile difficoltà di garantire i test in tempo utile a tutte le centinaia di bambini che da giugno potrebbero accedere a queste strutture. Bambini che, dopo mesi di chiusura di scuole e asili potrebbero quindi non poter accedere a questo atteso servizio, gravando ulteriormente sulle famiglie “stremate” dai mesi di quarantena forzata.