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Bufera sulle mascherine con il logo di Toti. Pd: “Fanno semplicemente schifo”, Cavo: “La sinistra ha fatto lo stesso”

Dopo quello sul packaging delle "chirurgiche" inviate a domicilio nuovo scontro su un'immagine postata dall'assessore alla Cultura. "Ma chi è senza peccato..."

Genova. La prima tempesta, politica ça va sans dire, era già scoppiata qualche settimana fa, quando qualcuno aveva fatto notare che sul packaging delle mascherine chirurgiche distribuite dalla protezione civile regionale a domicilio dei liguri, il logo dell’ente, poteva dare adito a sospetti di campagna elettorale con denaro pubblico.

La seconda tempesta, più circoscritta se vogliamo ma non meno violenta, riguarda invece un post comparso ieri sulla bacheca dell’assessore regionale all’Istruzione e Cultura Ilaria Cavo. Una mascherina su sfondo blu, la comunicazione che da lunedì le chirurgiche saranno di nuovo in distribuzione in farmacia e, in bella vista e in perfetto contrasto cromatico, il logo di Cambiamo!, il partito fondato da Giovanni Toti e a cui Ilaria Cavo aderisce.

La cosa ha scatenato lo sdegno di diverse personalità politiche del centrosinistra, Alessandro Terrile, consigliere comunale Pd, pochi minuti dopo la pubblicazione del post lo ha “ripostato” chiedendosi se ci fosse un limite alla propaganda. Il consigliere regionale, sempre del Pd, Giovanni Lunardon ha commentato la vicenda scrivendo “fanno semplicemente schifo”. Gianni Pastorino, consigliere di Linea Condivisa, si è domandato se la cosa non possa avere dei risvolti anche sul piano giudiziario. Un altro Pastorino, Luca, deputato di Liberi e Uguali, ha diramato una nota: “La griffe ‘Toti presidente’ nei post sui social assomiglia all’avvio di uno nuovo marchio di moda, una nuova attività imprenditoriale, perché non si spiegherebbe altrimenti. Certo, dopo le mascherine elettorali non sappiamo cosa possa inventarsi il presidente della Regione Liguria. Nei prossimi cinque mesi saranno promesse seconde case per tutti e un milione di ombrelloni gratis?”.

Ma quando si dice che una tempesta è in un bicchier d’acqua. In questo modo potrebbe chiudersi questa ennesima polemica. Perché chi di “meme” ferisce di “meme” perisce. Ilaria Cavo, l’assessore della giunta Toti, ha risposto agli avversari non tanto nel merito delle accuse ma, da una parte, ricordando che non ci sarebbero state polemiche se a inviare le “chirurgiche” fosse stato il governo, dall’altra mostrando su Facebook alcuni post del tutto simili a quelli di Cambiamo! ma realizzati da esponenti politici e amministratori di centrosinistra.

Una carrellata social che, in fondo, non fa che confermare la scarsa eleganza di questo tipo di comunicazione, di qualunque colore essa sia.