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Bici fra le auto e fra i pedoni, la rete ciclabile d’emergenza tra De Ferrari e la Fiumara non è un gioco da ragazzi fotogallery

Limiti di velocità e segnaletica per rendere più "visibili" i ciclisti, un po' a sorpresa il percorso non sfrutta la pista già esistente in lungomare Canepa

Genova. Voltaire diceva “Il meglio è nemico del bene” e allora, pur di attuare in fretta il piano ciclabile d’emergenza, ben vengano piste per bici e monopattini o anche monoruota realizzati senza cordoli, asfaltature ad hoc o sedi stradali esclusive. Tuttavia la seconda tratta del piano ciclabile presentato dal Comune di Genova e concordato insieme alle associazioni (prime fra tutte Fiab e Confprofessioni, che hanno elaborato uno studio da 130 chilometri) ha un livello di difficoltà non proprio pari a zero.

De Ferrari – Fiumara. Un po’ a sorpresa il tragitto non sfrutta la già esistente pista ciclabile in lungomare Canepa, sostanzialmente inutilizzata, ma si snoda nelle strade interne a Sampierdarena: via Dottesio e via D’Aste in direzione ponente, via Sampierdarena in direzione levante. Nel primo caso è prevista un commistione con i pedoni, nel secondo con le auto, e la conseguente introduzione di limiti di velocità fissati a 30 km/h.

Limiti di velocità (zone 30) e commistioni di auto, bici e pedoni anche nella parte di percorso tra il Wtc e la zona del porto antico, con qualche passaggio critico in via Di Francia (in particolare all’altezza dell’immissione delle auto provenienti dalla soprelevata) e tra via Buozzi, via Milano e via Di Francia, uno degli snodi di traffico più importanti della città.

Prima ancora, invece, spostarsi in bici o in monopattino sarà più semplice grazie alla tracciatura di corsie dedicate in via Adua e alla possibilità di sfruttare la zona semipedonale del porto antico. Da Caricamento fino a De Ferrari la rete ciclabile d’emergenza prevede il passaggio in via San Lorenzo, altra criticità, soprattutto nei momenti di maggiore afflusso.

In tutti i tratti interessati il Comune procederà a migliorare la segnaletica orizzontale e verticale, riverniciando le strisce a aggiungendo cartelli che indichino il percorso. Tuttavia bisognerà auspicare un massimo rispetto delle norme e una massima attitudine all’attenzione sia da parte di automobilisti e motociclisti sia da parte dei cosiddetti smart movers.

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