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Autostrade, De Micheli: “In Liguria al via 130 cantieri, scelgo la sicurezza a costo di disagi al traffico”

La ministra dei trasporti a Genova: "Dobbiamo fare le manutenzioni. Giusto puntare alla viabilità sostenibile, ma non ci fermiamo"

Genova. “Le tre concessionarie autostradali in Liguria attiveranno 100 cantieri tra quelli che sono stati aperti e quelli che verranno aperti a luglio. Oltre a questi ci saranno 30 cantieri Anas che si incroceranno con quelli delle concessionarie”. Ad annunciarlo è la ministra dei trasporti Paola De Micheli, a Genova per inaugurare i lavori dello scolmatore del Bisagno in un periodo in cui, più che la sicurezza idrogeologica, tiene banco il tema delle manutenzioni sulla martoriata rete autostradale ligure, connesso indirettamente al dossier delle concessioni.

Lunedì sarà ancora a Genova l’amministratore delegato di Autostrade Roberto Tomasi che in settimana ha promesso a Toti e Bucci un nuovo piano di interventi su gallerie e viadotti, con la promessa di mitigare l’effetto sul traffico estivo alla riapertura dei confini tra le regioni, ma anche una serie di esenzioni sui pedaggi per residenti e turisti.

Chiudere i cantieri per scongiurare ricadute sulla viabilità? Per Paola De Micheli non esiste: “Noi dobbiamo fare le manutenzioni – ripete per ben tre volte -. Se devo scegliere tra evitare un disagio e la sicurezza scelgo ancora la sicurezza. Ovviamente con la Prefettura e gli enti locali dobbiamo organizzarci bene perché i cantieri si incrocino con la capacità ricettiva in termini viabilistici. Che il piano debba essere maggiormente spostato con un meccanismo di viabilità sostenibile va bene, ma che il Governo si fermi nel suo incedere pressante nei confronti dei concessionari no”.

Sul tema delle concessioni invece nessuna novità. “Il presidente del consiglio ha dato un’indicazione di percorso, non ho niente da aggiungere rispetto a quello che ha detto il presidente”, taglia corto la ministra. Decisione che influenza anche il via libera alla Gronda che, come ha ricordato De Micheli, “fa parte del piano di investimenti di Aspi e quindi dipende dalla decisione sulla concessione in termini realizzativi ma sul piano politico l’attuale maggioranza ha già deciso di fare la Gronda”.