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“Autoisolamento e cura per gli ospiti”, la ricetta della Rsa Madri Pie che ha tenuto fuori il coronavirus

La struttura ha chiuso le porte già il 26 febbraio, salvandosi dal contagio

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Genova. Un isolamento rigoroso e in anticipo rispetto alle linee guida nazionali unito ad una gestione scrupolosa degli spazi interni e del personale: queste le motivazioni alla base di un risultato, quello del “zero contagi”, che per quanto riguarda le strutture per anziani in pochi, purtroppo, possono oggi vantare a livello nazionale.

Stiamo parlando della struttura “Casa per Anziani Madri Pie” di via Galata, che in queste settimane di emergenza sanitaria si è distinta per aver evitato che il coronavirus entrasse, facendo strage dei suoi ospiti, come purtroppo è successo in molti altri contesti, anche genovesi.

“Abbiamo ricevuto anche delle minacce di denuncia, quando già il 26 febbraio abbiamo comunicato lo stop delle visite dei parenti – ci racconto il direttore Vincenzo Palomba – ora le stesse persone ci ringraziano, perchè abbiamo salvato i loro cari dall’epidemia”. Una scelta difficile, soprattutto perchè arrivata in un momento in cui regnava grande confusione a livello nazionale su quello che stava succedendo e su quello che sarebbe stato da fare: “Ci siamo resi conto del potenziale pericolo per i nostri ospiti, che sono una cinquantina, e per i nostri operatori, e prima che arrivassero indicazioni ci siamo mossi seguendo la linea della più marcata sicurezza e prevenzione possibile”.

Da qui la chiusura ai parenti, ma anche la riduzione al minimo del contatto con l’esterno: “I fornitori lasciavano il materiale fuori dalla struttura e noi lo recuperavamo, igienizzandolo prima di farlo ‘entrare’ – spiega Palomba – abbiamo recuperato e utilizzato da subito i Dpi e le procedure di igiene con tre disinfezioni straordinarie cautelative con perossido di sodio. Operazioni che continuano anche oggi, grazie all’acquisto di un irroratore che utilizziamo quotidianamente”.

Ma solo, fin da subito anche per il personale sono state adottate misure straordinarie con ingressi contigentati e l’utilizzo di spazi ampi per riunioni. “Ci sono stati dei casi sospetti – spiega il direttore – ma sono stati immediatamente spostati in un’ala dedicata in attesa dei risultati dei tamponi, che sono per fortuna risultati tutti negativi”.

Ora che siamo in fase 2, però, la guardia non si abbassa: “Manteniamo tutte le procedure di sicurezza adottate fino ad adesso, con tre misurazioni al giorno della temperatura degli ospiti e con la misurazione della saturazione polmonare”. La cosa più difficile? “Mantenere l’isolamento dai propri cari – spiega Palomba – l’affetto è uno dei migliori principi di cura per le persone, per cui abbiamo organizzato visite virtuali ed oggi stiamo studiando un modo per incontri in totale sicurezza”.

Insomma una Rsa covid-free “Oggi possiamo dire che, grazie alla professionalità, alla dedizione e all’impegno di tutto il nostro encomiabile personale,i dati di laboratorio ci confermano che il virus non è entrato. Oss, infermieri, servizi generali e amministrativi, coordinati dai nostri due dottori e dalle nostre due referenti, hanno dimostrato una grande competenza professionale e grandi doti umane nello svolgimento ordinario del loro lavoro in un periodo di straordinaria tensione. Nessuno si è tirato indietro e per questo ringrazio tutti”.