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Autocertificazione addio, da lunedì 18 maggio si torna a trovare gli amici

Per la mobilità interregionale, invece, si dovrà attendere probabilmente il 1 giugno

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Liguria. “Caro amico, ti invito”. Ecco come la hit di Lucio Dalla potrebbe cambiare a partire da lunedì. Dopo l’apertura del Governo ai “congiunti”, infatti, sembra ormai imminente anche il via libera agli incontri con gli amici. E già dal 18 maggio.

Sparirà dunque definitivamente la famigerata “autocertificazione”, diventata di fatto uno dei simboli del lockdown tra motivazioni assurde o inventate e sanzioni irragionevoli. Dal 18 maggio, dunque, via libera definitivo alla “circolazione”: alla già certa riapertura di bar, ristoranti, negozi e parrucchieri dovrebbe quindi affiancarsi la possibilità di andare a trovare gli amici. Sempre comunque all’interno della propria regione: per la mobilità interregionale si dovrà attendere, con tutta probabilità, il 1 giugno.

E quindi, da quella data, i turisti dal Nord Italia potrebbero tornare ad affluire verso le seconde case in riviera. Il condizionale è d’obbligo anche perché tutto dipende dalle decisioni del Governo e soprattutto dal rispetto dei 21 indicatori di rischio sanitario individuati dal ministero della salute nel decreto dello scorso 30 aprile.

“Il traffico interregionale è competenza tipica del governo nazionale” ha precisato il presidente Giovanni Toti intervenuto in diretta su Radio24. Non è un mistero che Toti voglia riaprire il prima possibile i confini della Liguria per rilanciare la stagione turistica in un anno che sarà comunque complicatissimo. “Il tema dei temi è la riapertura dei confini regionali, perché il turismo interno, secondo le nostre stime, vale meno del 20%”, aveva detto il 7 maggio ancora ospite di una radio. Un concetto ribadito più volte durante le videoconferenze col Governo, condiviso da gran parte delle Regioni che basano l’economia estiva sul settore balneare.

Tra il dire e il fare, però, ci sono i numerosi parametri stabiliti dal ministero della salute per rilevare la capacità di monitoraggio, la capacità diagnostica, la trasmissione del virus e la tenuta della sanità nei singoli territori. Le regole sono riassunte in una tabella che contiene valori di soglia e valori di allerta con precise indicazioni numeriche. L’orientamento sarebbe quello di concedere il via libera agli spostamenti tra due regioni confinanti solo se entrambe rispettano i requisiti minimi, fermo restando che la decisione finale spetterà comunque ai governatori.

Un’altra ipotesi ventilata per mitigare gli effetti degli spostamenti da una regione all’altra è quella di sottoporre obbligatoriamente a test sierologico tutte le persone che varcano il confine. Una pratica che imporrebbe uno schieramento di forze oneroso perché bisognerebbe presidiare aeroporti, terminal, stazioni, caselli autostradali e strade secondarie. E se questo risultava impraticabile già all’epoca delle zone rosse, sembra difficile poterlo attuare durante la prossima estate.