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Genova. Quello che salta all’occhio immediatamente è che, almeno tra le 7e30 e le 8 del mattino, le persone in circolazione – in auto, a piedi, sui mezzi del trasporto pubblico – restano comunque molte meno del solito. E per “solito” intendiamo il mondo prima del coronavirus.

Bastano i ragazzi che non stanno andando a scuola per ridurre drasticamente i flussi. A questo si aggiunga che moltissimi cittadini stanno ancora lavorando in smart working e che molti non hanno ripreso a lavorare affatto in questo lunedì 4 maggio, primo giorno della cosiddetta “fase 2”.

Il nostro test è avvenuto su una delle direttrici più trafficate, tra la Val Bisagno e il centro, utilizzando sia autobus sia metropolitana. Alle fermate e nelle stazioni personale di Amt, volontari di protezione civile e altre associazioni per dare informazioni, assistere i passeggeri e per indirizzarli evitando assembramento.

Sui mezzi di trasporto, mascherine sul volto – sono obbligatorie, altrimenti non si sale, o se si viene scoperti scatta la sanzione – qualche passeggero è dotato anche di guanti. Autobus e metropolitane viaggiano con una capienza massima intorno al 50%. I posti a sedere utilizzabili sono quelli senza l’adesivo di divieto.

Una delle novità è la creazione di percorsi protetti all’interno delle stazioni della metropolitana. A Brignole, ad esempio, è stato chiuso il collegamento tra metro e binari dei treni. Chi vuole utilizzare la metropolitana può servirsi del tunnel che si imbocca vicino alle Poste oppure del varco di via Canepari.

Qui, all’uscita, agenti della municipale regolano il traffico per fare attraversare i pedoni diretti verso la Val Bisagno ed evitare assembramenti al semaforo, che è stato disattivato.

Le frequenze di metropolitana e degli autobus sulle linee più battute sono state aumentate. Il servizio Amt, complessivamente, è a regime per un 80%.

Anche il traffico del mezzi privati, almeno nelle prime ore del mattino, non è aumentato drasticamente. Tuttavia ben pochi gli spostamenti affidati, come auspicato dal Comune, a mezzi di tipo “ecologico”, come biciclette, monopattini o scooter elettrici.

D’altronde, per almeno le due prime settimane di maggio, i parcheggi “Blu Area” resteranno gratuiti. E questo sicuramente invoglia i cittadini a servirsi del mezzo privato, per le proprie necessità.

Le incognite restano. Intanto bisognerà capire se il vero fronte caldo non sia quello dell’ora di punta bensì il resto della giornata. Inoltre, dalle delegazioni, quindi su linee meno centrali, arrivano testimonianze di autobus sicuramente più pieni e qualche difficoltà nel gestire la situazione a bordo.

L’altra questione è lo scaglionamento degli orari. Il Comune e la Regione avrebbero auspicato una diversificazione delle ore di entrata e uscita dal lavoro ma di fatto non sappiamo se grandi aziende, negozi, supermercati e altre attività abbiano concesso una certa nuova flessibilità ai propri dipendenti.

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