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Assarmatori: “Il governo salva il trasporto aereo ma dimentica quello marittimo”

Anche il deputato leghista Rixi attacca sullo stesso tema legato al decreto Rilancio

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Genova. “Il Governo ha deciso di salvare il trasporto aereo e affondare quello marittimo, assumendosi una grave responsabilità in un Paese al centro del Mediterraneo, dove un sesto della popolazione vive su isole e il 90% della produzione di merci dipende dal trasporto marittimo per l’approvvigionamento delle materie prime o per la distribuzione del prodotto finito”, lo fanno notare dall’associazione Assarmatori.

“Nell’ultima versione del Decreto Rilancio, infatti, all’art. 201 è previsto un fondo di 150 milioni per la compensazione dei danni subiti dalle compagnie aeree nazionali per effetto della riduzione del numero dei passeggeri trasportati durante la fase di emergenza da Coronavirus e all’art. 206 è previsto un fondo di 3 miliardi di euro per la costituzione di una nuova compagnia di bandiera – si legge ancora nella nota – Per le compagnie di navigazione, che i passeggeri proprio non li possono tuttora imbarcare, non è stato invece previsto alcun indennizzo o aiuto, se si esclude la sospensione della tassa di ancoraggio. Altro che sostenere le attività marittime e impedire il tracollo di un settore strategico dell’economia nazionale e l’immediata cancellazione di migliaia di posti di lavoro, come il Governo aveva assicurato di voler fare”.

Sullo stesso tema anche le parole di Edoardo Rixi, deputato leghista e responsabile trasporti per il Carroccio: “Nel Dl Rilancio, in oltre 400 pagine, non c’è nessuna risposta alle tante richieste delle imprese del settore logistico-portuale. Nonostante abbiano continuato a lavorare senza sosta, garantendo l’approvvigionamento del Paese, le imprese hanno subito cali importanti di fatturato e ora hanno necessità di interventi. Non c’è traccia, in tante pagine di decreto, di misure per la liquidità, per il sostegno all’occupazione, al reddito dei marittimi italiani e comunitari penalizzati dallo stop delle navi, di sgravi per le imprese di cabotaggio e di provvedimenti strutturali per un comparto che ha visto perdite di traffici fino anche al 70% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno”, afferma Rixi.

“All’art. 209, a esclusione di un’iniezione di liquidità a Tirrenia-Cin, non c’è alcun stanziamento che riguardi le imprese del cabotaggio, fortemente penalizzato dal prolungato lockdown. Se non si immette liquidità, subito, senza incassi, il governo dovrà prendersi la responsabilità di aver distrutto la flotta italiana e, facendo figli e figliastri, di aver creato tensione tra l’armamento nazionale: le misure devono essere eque e per tutti”, conclude il deputato della Lega.