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App Immuni, la vicepresidente leghista Viale contraddice Toti: “I liguri non saranno cavie”

Tutto il gruppo della Lega segue l'assessore: "Non la installeremo sui nostri smartphone". Il rimprovero del governatore: "Non anteporre interessi di partito"

Genova. “Per quanto mi riguarda i liguri non saranno le cavie di un governo che improvvisa anche sull’app Immuni. Perché non inizia la sperimentazione la regione Lazio che ha come suo presidente il segretario del Pd?”. Così la leghista Sonia Viale, assessore alla sanità e vicepresidente della Regione Liguria, contraddice sul proprio profilo Facebook il presidente Giovanni Toti che invece aveva dimostrato entusiasmo per l’avvio della sperimentazione, parere confermato ieri sera durante la videoconferenza col ministero della salute.

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“Se poi anche il presidente della Conferenza delle Regioni Bonaccini in pratica ha bocciato l’app immuni presentata ieri dal Governo alle Regioni dicendo che fa fatica a capire cosa è e cosa sarà, ci sarà un motivo – ha insistito Viale parlando al suo pubblico social -. Il Governo è corso ai ripari tentando di sbolognare il progetto ad alcune Regioni tra cui la Regione Liguria con una sperimentazione che dovrebbe partire il lunedì o martedì quando ancora non ci sono pareri definitivi e con una serie di quesiti non risolti”. L’utilità per sconfiggere la pandemia? “Tutta da verificare – dice la vicepresidente – tra algoritmi, distanze tra i tracciati, durata dei contatti, uso dei dati personali. I liguri saranno le cavie del Governo Pd-Cinque Stelle ? No grazie”. 

Posizione che non lascia spazio a interpretazioni, condivisa poco dopo dall’intero gruppo della Lega in consiglio regionale, a cominciare dal presidente dell’assemblea Alessandro Piana: “Non solo libertà costituzionali sospese coi Dpcm senza controllo del Parlamento o del Presidente della Repubblica, ma anche possibili ‘trojan’ nello smartphone di tutti e un’app che traccia ogni spostamento dei cittadini,  registrando ogni interazione con terzi. Un pericoloso scenario orwelliano, ma il 1984 è passato da un pezzo. I liguri ora dovrebbero essere le cavie di questo Governo senza avere nessuna garanzia? Noi non ci stiamo. La nostra libertà non è in vendita. L’app Immuni non la installeremo”, scrivono i consiglieri in una nota.

“L’ennesimo pasticcio di Pd-M5S – hanno spiegato  – è stato stigmatizzato pure dal Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (Copasir) che ha evidenziato diverse criticità sia sulla reale efficacia dell’app Immuni per la lotta al coronavirus, sia sulla gestione complessiva dal punto di vista epidemiologico, sia sui rischi connessi alla trasmissione dei dati dei cittadini in ordine al rispetto della privacy e alla sicurezza dei dati personali. Pertanto, al Governo noi ribadiamo ‘No grazie’ a questa sperimentazione in Liguria e non la installeremo sui nostri smartphone“.

“Un grande riconoscimento del lavoro fatto dai nostri medici, infermieri, operatori sanitari, dirigenti e scienziati”, aveva commentato Toti alla notizia trapelata nei giorni scorsi che la Liguria sarebbe stata scelta per la sperimentazione dell’app. Opinione che evidentemente non è condivisa da tutta la maggioranza di centrodestra in Regione. Qui abbiamo spiegato gli ultimi dettagli sul software che dovrebbe essere scaricabile dai liguri a partire dall’inizio di giugno.

Nel primo pomeriggio una nota della Regione chiarisce che la Liguria ha sì offerto disponibilità al ministero, ma che nulla è ancora deciso. “Ogni altra considerazione fa parte del legittimo dibattito politico- precisa Toti che poi rimprovera indirettamente la vicepresidente Viale – ma prego tutti di non anteporre, ancor prima di approfondire i fatti, gli interessi e le posizioni di partito agli interessi istituzionali di una comunità. Fermo restando la possibilità per tutti, compresi gli esponenti politici, di non scaricare l’applicazione, che, come è naturale in uno Stato di Diritto, resta su base assolutamente volontaria”.

“Dopo un approfondimento tenutosi ieri in sede di Conferenza delle Regioni, non esaustiva, non è ancora chiaro se vi saranno le condizioni e neppure quando potrà partire tale sperimentazione – aggiunge la Regione -. Non sono ancora chiari infatti né i procedimenti, né gli impegni, né il reale utilizzo della app stessa. Al momento non sono ancora neppure cominciati gli incontri tecnici per verificare la compatibilità di tale idea. Così come, almeno stando a quanto si legge, è ancora in corso un dibattito politico-parlamentare sulla compatibilità del sistema con le leggi sulla privacy vigenti nel nostro paese”

“Regione Liguria è e rimane disponibile ad approfondire tutti i temi di contrasto al Covid con il Governo, ove questi possano risultare utili ai cittadini liguri e al Paese. Dopo gli opportuni approfondimenti, le decisioni circa la app Immuni verranno quindi prese con leale collaborazione istituzionale nel solo interesse dei cittadini della Liguria”, conclude la nota.