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Arrivano i dati

Apertura dei negozi e ritorno nelle seconde case in Liguria, oggi è il giorno della verità

In arrivo i dati decisivi del monitoraggio epidemiologico, Toti: "Siamo tranquilli". Conte: "Trasferimenti tra regioni congelati"

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Genova. Oggi sarà il giorno della verità. Entro stasera verranno pubblicati i primi dati del monitoraggio epidemiologico in base agli indicatori definiti dal ministero della salute in accordo con le Regioni. Saranno quei numeri a dire se la Liguria potrà riaprire tutte le attività economiche il 18 maggio, come ha chiesto ufficialmente ieri al Governo il presidente Giovanni Toti, e in prospettiva le seconde case ai turisti nelle prossime settimane.

“Ma siamo tranquilli, osserviamo un trend in calo della spinta epidemica del Covid”, dice il governatore. Che snocciola tre numeri incoraggianti per la ripartenza: “Abbiamo il 12% di sale di terapia intensiva occupate contro una soglia minima del 20%. I nostri letti sono occupati al 27% contro una soglia minima del 20% previsto dai cruscotti. Oggi il valore R0 è valutato in maniera prudenziale da Alisa allo 0,8%, ma potrebbe essere qualcosa in meno”.

Gli indicatori ministeriali però riguardano anche le criticità nelle Rsa, i tempi di diagnosi per i casi sospetti, la capacità di tracciare i contatti. In base ai risultati il Governo potrà stoppare le riaperture decise dalle Regioni e istituire nuovamente le “zone rosse” per evitare che nuovi focolai del virus si espandano lontano dal luogo d’origine. Il monitoraggio sarà costante e ci sarà quindi la possibilità di tornare indietro se il trend, anziché migliorare come succede adesso, iniziasse a peggiorare nuovamente.

Scartata del tutto l’ipotesi di riaprire i confini tra regioni già da lunedì prossimo. “Per ora i trasferimenti sono congelati”, ha detto chiaramente il premier Conte ieri sera in conferenza stampa. L’orientamento del Governo sarebbe quello di ragionare per un via libera intorno al 1° giugno, ma molto dipenderà dall’impatto della ripartenza delle attività economiche. Se i dati lo consentiranno, la Liguria approfitterà della prima finestra utile per far tornare i turisti nelle seconde case.

“Da lunedì cominceranno le aperture diversificate – ha confermato Toti – ma le linee guida dell’Inail devono essere adattate alle realtà territoriali”. Dopo l’accordo sottoscritto coi balneari (3 metri di distanza tra ombrelloni anziché 5 e possibilità di usare una quota maggiore delle spiagge libere attrezzate) oggi sarà il turno di bar e ristoranti.

“Dobbiamo compenetrare le esigenze della salute con quelle dell’economia e del lavoro, se le metrature e i comportamenti indicati all’interno dei locali, ad esempio, rendono impossibile lavorare non vanno bene, posto che comunque le riaperture che saranno permesse da lunedì non saranno un obbligo. È possibile che serva più tempo per adeguare le strutture, i punti vendita, i locali e avere regole più certe”, ha aggiunto Toti.

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