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Anche i resti di alcuni cuccioli di cane in una discarica abusiva nei boschi della Valpolcevera foto

Grazie ai microchip degli animali sono stati individuati i proprietari nei confronti dei quali sono scattate maxi multe

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Genova. Un intervento avvenuto in collaborazione fra i carabinieri forestali di Rivarolo e gli agenti del nucleo Ambiente del reparto Sicurezza urbana della polizia locale, dopo giorni di indagini, ha portato alla scoperta di discarica di rifiuti abusiva, vicino a una cascina nel bosco alle spalle di via Del Lazzaretto, sulle alture di Trasta, in Valpolcevera.

All’interno di due sacchi di plastica sono state inoltre rinvenute le carcasse di due cani. Dai resti sembrerebbero o di piccolissima taglia. Ed è proprio dalla lettura dei microchip, presenti nei resti degli animali gli agenti sono riusciti a individuare i due proprietari: un uomo, residente nella zona del ritrovamento delle carcasse e una donna di Coronata.

Convocati, non hanno potuto fare altro che ammettere le proprie responsabilità, aggravate, per uno di loro, dalla detenzione di sette cani, non tutti iscritti all’anagrafe canina. Quest’ultima violazione è stata accertata quando gli agenti si sono recati in un appartamento di Genova, distante dal luogo del ritrovamento, ma di proprietà di uno dei trasgressori.

Le violazioni contestate sono pesanti: abbandono di rifiuti, omessa denuncia per la morte dei cani, abbandono delle carcasse, mancata iscrizione di alcuni cani all’anagrafe degli animali da affezione.
La somma delle sanzioni elevate potrebbe raggiungere i 13.000 euro, con obbligo di regolarizzare gli animali all’anagrafe canina, nonché di rimuovere a proprie spese tutti i rifiuti abbandonati nel bosco.

“Le irregolarità di carattere ambientale – dice Stefano Garassino, assessore alla Sicurezza del Comune – sono un gravissimo rischio per la popolazione. Le discariche abusive possono inquinare le falde. La sepoltura di animali al di fuori delle regole igienicosanitarie comporta rischi microbiologici pesanti. Ringrazio sia i Carabinieri Forestali sia il nostro nucleo Ambiente, reparto speciali di eccellenza e di particolare competenza tecnica, che hanno effettuato le indagini che hanno consentito di determinare le responsabilità”.