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Amt, esordio in chiaroscuro nella fase 2: bus pieni al 30%, scatta il monitoraggio sulle collinari

Controllori e volontari schierati a 15 fermate, nei prossimi giorni verifiche sul servizio in 35 punti caldi della città

Genova. Autobus pieni al 30%, passeggeri in metropolitana cresciuti del 15%, circa 60 uomini tra controllori e volontari schierati alle 15 fermate più nevralgiche del centro per fornire assistenza ai passeggeri, vigilare sul rispetto delle norme e acquisire dati utili a ritoccare gli orari nei prossimi giorni. Sono i numeri che compongono il bilancio della prima giornata di fase 2 per il trasporto pubblico a Genova.

Nude cifre che rappresentano la media tra due realtà contrapposte che vi abbiamo raccontato nelle scorse ore: da una parte l’ora di punta del mattino, gestita senza particolari intoppi o situazioni critiche, dall’altra il caos sulle linee collinari con frequenze dimezzate rispetto all’orario pre-lockdown, passeggeri in attesa per decine di minuti alle fermate e bus piccoli affollati ben oltre il consentito.

“Durante la settimana faremo un attento monitoraggio per capire dove sarà necessario calibrare meglio il servizio ed eventualmente potenziarlo. Purtroppo era il primo giorno e alcuni meccanismi vanno ancora messi a punto”, riferiscono da Amt.

Le corse dei bus non sono ancora tornate ai livelli prima dell’emergenza: attualmente la copertura si attesta intorno all’80% e a soffrire meno sono le linee di forza, dove si viaggiava piuttosto larghi. Il tasso di riempimento è passato dal 20% delle scorse settimane al 30% stimato questa mattina. La metropolitana, portata a una frequenza di 6 minuti in ora di punta, ha registrato il 15% di passeggeri in più ma nessun disagio sui treni. Discorso ben diverso per le linee di quartiere, prese d’assalto da chi esce per fare la spesa o piccole commissioni. In questi casi basta una vettura in più o in meno a fare la differenza. Ed è quello che è successo ad esempio col 385 a San Fruttuoso.

Il personale di Amt ha presidiato 15 fermate (Canevari, XX Settembre, De Ferrari, Fontane Marose, Zecca, Nunziata, Principe, Fiumara, Avio, Montano, Cantore, Dinegro, Buozzi e Gramsci) impiegando tra mattina e pomeriggio 40 dipendenti coadiuvati da 20 volontari della protezione civile. A volte bisogna intervenire per ricordare l’uso della mascherina, obbligatorio per decreto, ma per qualche giorno ancora si userà la persuasione al posto delle sanzioni. Il monitoraggio nei prossimi giorni coinvolgerà in tutto 35 fermate, non solo in centro ma lungo le principali direttrici cittadine e nei quartieri più densamente abitati.

Entro mercoledì sarà completata l’installazione dei marker che indicano dove è vietato sedersi a bordo dei mezzi per rispettare la distanza minima di un metro imposta dalla legge. Una regola che l’azienda punta a “trasgredire” per quanto riguarda i posti in piedi, visto che a quel punto non basterebbe l’intero parco mezzi a soddisfare la normale domanda di passeggeri quando tutte le attività saranno riprese. Proprio in questi giorni Asstra, l’associazione che riunisce Amt e altre aziende di trasporto pubblico, sta portando avanti il dialogo col Governo per ottenere un’interpretazione più elastica.

Resta in sospeso invece l’idea di installare contapersone per limitare in modo categorico il numero di persone sui bus. Un po’ perché la capienza non si può ancora definire con esattezza – lo dicevamo poco fa – e un po’ perché la tecnologia è presente solo sui 200 mezzi più nuovi, che però devono essere equipaggiati con un software specifico. Amt lo sta perfezionando insieme a Leonardo e nelle prossime settimane i dispositivi potrebbero entrare in funzione.