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Alta incidenza di tumori spaventa la Valbormida: +60% rispetto alla media regionale

Una ricerca dell'Ist di Genova ha trovato numeri impressionanti

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Cairo Montenotte. Una lunga scia di morti premature, silenziosa e inesorabile, sta mettendo a dura prova la sensibilità dei valbormidesi, che ormai troppo frequentemente piangono la scomparsa di figli, fratelli, amici che hanno lottato invano contro la malattia perdendo la dura battaglia. E non stiamo parlando del Coronavirus, ma di un male decisamente più “antico”: il cancro.

A pochi giorni di distanza i due millesimesi Tiziano (47 anni) e Valentina (40) hanno allungato l’elenco già troppo lungo e tragico di giovani vittime di mali incurabili, che vanno ad aggiungersi a Matteo (rocchettese scomparso a febbraio a 39 anni), Monica (49) o Claudio (59), solo per ricordare gli ultimi drammi. Ma basta fare un breve passo temporale indietro (di pochi mesi) per annoverare anche la dolorosa scomparsa di Antonella, Rossana, Micaela, Paola o Guido (per citarne solo alcuni) tutti di un’età compresa tra i 45 e i 60 anni, valbormidesi, con patologie simili e, in comune, un lungo e inutile calvario.

Lo studio epidemiologico più recente è stato illustrato lo scorso giugno dai medici dell’Ist di Genova. L’indagine si concentrava sull’aumento di patologie all’apparato digestivo in un periodo lungo 25 anni, dal 1988 al 2012, e i ricoveri dal 2000 al 2013 per tumore allo stomaco, al colon-retto, all’apparato respiratorio, linfomi, leucemie, tutti tumori maligni. In quella sede era emerso come la mortalità per tumore dello stomaco fosse in aumento: +60% rispetto al resto della Liguria. Allo stesso modo era emerso un numero di ricoveri per il tumore al colon-retto più elevato del normale; quanto ai linfomi si registrava un numero più alto del 20% rispetto alla media. Inferiori invece i ricoveri per leucemia.

Non ci sono prove di collegamento dirette, ma il pensiero va immediatamente al sito industriale dell’Acna, chiuso dal 1999 e oggetto di una lunga bonifica che dovrebbe terminare in questo 2020. Il sito, collocato a Cengio, è un ex colorificio ed è considerato tra i più inquinati del paese, e negli anni è stato al centro di numerose manifestazioni e polemiche da parte della popolazione residente.

Ai nomi fatti a inizio articolo va aggiunto il lungo elenco di persone malate che stanno combattendo per la guarigione e di chi, per fortuna, ce l’ha fatta. Ma, vista l’età delle persone decedute e la frequenza dei casi, qualcuno in Valle ha cominciato a domandarsi cosa stia succedendo e se vi sia una effettiva crescita (provata) dei casi di tumore o se sia solo una sfortunata casualità.