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Alberghi genovesi ancora senza prospettive: solo il 20% è aperto

Per l'estate sinora sono arrivate solo cancellazioni, la scarsa attività sostenuta solo da spostamenti per lavoro o sanità

Genova. Hanno riaperto l’Ac Hotel e il Savoia a Principe. Chiusi ancora lo Starhotel e il Melià per parlare di quelli di alta fascia. Altri, come il Bristol, non si sono mai fermati per scelta della catena di proprietà. Circa il 20% del totale degli alberghi genovesi è aperto, ma le prospettive sono ancora del tutto ignote.

“Un minimo movimento c’è – afferma Laura Gazzolo, vicepresidente della sezione Turismo e cultura di Confindustria –  l’Ac Hotel, che dirigo, per esempio ha riaperto con una richiesta di 5 camere, ora siamo a una ventina, ma si parla sempre di briciole, considerando che ne abbiamo 139 in totale”.

A rimanere aperti durante la fase 1 sono stati anche i piccoli alberghi di proprietà famigliare, che però hanno comunque fatto ricorso – come tutto il settore – agli ammortizzatori sociali, visto il crollo della domanda. Una domanda che è difficile riparta questa estate: “Sui gruppi turistici abbiamo richieste, poche, dai tour operator per il 2021, anche perché senza voli i gruppi internazionali non si muovono – afferma Gazzolo – per questa estate 2020 abbiamo ricevuto solo cancellazioni. La speranza è che arrivino richieste magari da clientela italiana e da singole agenzie di viaggi”.

A sostenere in questa fase gli alberghi genovesi sono gli spostamenti per lavoro – per esempio il Tower Hotel dell’Aeroporto ospita gli operai impegnati nel cantiere del nuovo ponte – oppure il ritorno alla programmazione degli interventi negli ospedali.

“Finché non ci saranno certezze sugli spostamenti tra Regione e Regione non avremo prospettive e quindi è difficile che un albergo attualmente chiuso decida di riaprire”, evidenzia Gazzolo.