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Villa Scassi, la denuncia degli infermieri: “Bidoni stracolmi di materiale infetto lasciati negli spogliatoi del personale” fotogallery

Decine di operatori ogni giorni passono in quei locali, a contatto con i rifiuti della "prima linea"

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Genova. Decine di mascherine e copricamici utilizzati da chi ha operato in contatto anche con i degenti contagiati dal coronavirus, abbandonati in bidoni straripanti negli spogliatoi del personale, senza che nessuno li svuoti per giorni.

Questa la denuncia che arriva dal Villa Scassi, da parte di alcuni operatori dell’ospedale, impegnati in queste settimane a far fronte alla più grande emergenza sanitaria nazionale dal dopoguerra: il materiale di protezione personale, una volta utilizzato, secondo la loro denuncia “non sarebbe gestito in maniera sicura, lasciandolo in contatto con chi utilizza quegli spazi”.

Negli spogliatoi ci passano un centinaio di persone al giorno – ci racconta un’infermiere che preferisce mantenere l’anonimato – ma i bidoni non vengono svuotati con regolarità, anzi. Quello è tutto materiale potenzialmente infettante, che rischia di far ammalare i colleghi e le loro famiglie“.

Il problema non sarebbe però solo nello svuotamento: “In teoria per rifiuti del genere andrebbero utilizzati dei bio box differenti, dedicati al materiale infetto, stessa cosa anche i sacchi che ogni infermiere utilizza per riporre i propri indumenti da lavoro da sanificare – sottolinea – ma non abbiamo mai visto nulla di ciò. Anzi, non sappiamo neanche se gli spogliatoi siano mai stati puliti e sanificati dall’inizio dell’emergenza“.

Emergenza che ha completamente stravolto l’organizzazione degli ospedali, in particolar modo al Villa Scassi, che ha avuto numeri altissimi di ricoverati Covid, avendo assorbito tutto il territorio del centro-ponente genovese: “Oltre al pronto soccorso, molti reparti sono stati convertiti Covid, compreso il personale – spiega l’infermiere – e, soprattutto all’inizio dell’emergenza, i sistemi di protezione personale erano una rarità“.

Genova24 aveva portato già nelle scorse settimane alcune testimonianze shock da dentro questo ospedale: anche questi documenti confermano quanto questa struttura sia in primissima linea in questa difficile emergenza sanitaria, ma che forse il prezzo che si sta pagando è più alto di quanto poteva essere, a causa di qualche meccanismo che non ha funzionato fino in fondo.