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“Un pasto per tutti”, su facebook la rete solidale che unisce i genovesi

In tre settimane oltre 2700 iscritti e un'organizzazione capillare per le consegne di cibo (e non solo) per chi ha bisogno di aiuto

Genova. “Non ho molto cibo al momento dato che non esco. Però dono volentieri quello che ho. Cedo anche umido per gatti e qualcosa di cartoleria per i più piccoli”. E’ l’offerta di una ragazza che abita in centro storico, accompagnata da una foto dei beni offerti e pubblicata sul gruppo Facebook ‘un Pasto per tutti’. Immediata scatta la risposta della responsabile della zona, che provvederà a ritirare i prodotti offerti e a distribuirli a chi nello stesso gruppo sta chiedendo aiuto. Il gruppo Facebook è nato il 28 marzo ma ha già raccolto oltre 2700 membri tra chi vuole donare, chi ha bisogno di ricevere beni di prima necessità e i volontari che si occupano di far funzionare lo scambio come un orologio svizzero.

La promotrice dell’iniziativa è una ragazza di trent’anni, si chiama Vera De Falco: “Ho sentito il bisogno interiore di aiutare chi è meno fortunato di me – racconta – e ho pensato che il modo più semplice fosse quello di fare la spesa a chi in questo momento è senza lavoro e fa fatica anche a comprare da mangiare”. In pochi giorni il gruppo da qualche centinaio di membri e letteralmente esploso: “I primi giorni mi occupavo da sola con il mio compagno delle consegne, andando in giro per i quartieri con la mia macchina e l’autorizzazione della protezione civile”. Superati i mille membri tuttavia “anche grazie al fatto che ho conosciuto diverse persone che volevano aiutare, ci siamo organizzati con un referente per ogni zona”. Il referente si occupa di parlare con le persone che chiedono aiuto attraverso un colloquio telefonico o sui social, fissano gli appuntamenti e consegnato i pacchi .

I sacchi della spesa, che Vera mostra in una diretta Facebook, le hanno letteralmente riempito una stanza della casa: “Non sapevo più dove mettere le cose per fortuna ora ho trovato un magazzino che allestirò con degli scaffali”. Dentro ci sono beni di prima necessità: pasta, olio, biscotti, farina, salsa di pomodori ma anche pane e focaccia a volte vista la disponibilità di alcuni panifici a donarci l’invenduto per distribuirlo a chi ne ha bisogno” racconta. A seconda delle esigenze nei pacchi vengono anche inseriti prodotti per l’igiene, pannolini per i neonati o cibo per gli animali domestici”.

Vera ora si occupa soprattutto di ricevere le donazioni e smistarle: “E’ diventato un lavoro che mi occupa tutta la giornata e anche la sera – racconta trafelata mentre si prepara a cominciare il suo giro – di giorno sono in giro a fare le consegne, poi ricevo i pacchi, compongo i sacchetti, mi coordino con le referenti”. La soddisfazione però è enorme come trapela dalla foto e della messaggio che ha lasciato sul gruppo poco giorni dopo l’avvio del progetto mentre ringrazia chi ha donato mostrando la macchina piena di sacchetti di cibo.

Le foto sono una buona prassi di trasparenza che si è data il gruppo: “Chiedo alle volontarie di fotografare le consegne ovviamente inquadrando solo i piedi del destinatario in modo da tutelarne la privacy, ma è un modo fondamentale per ringraziare chi ha donato e invogliarlo a continuare a credere nel progetto”. C’è una regola fondamentale nel gruppo, invece, da cui non si può sgarrare: “Non si maneggia denaro, ma solo beni di prima necessità che si possono acquistare al supermercato o facendo la spesa online. Ancora ieri mi ha chiamato una signora che voleva lasciarmi una donazione in soldi visto che non se la sentiva di uscire ad affrontare una coda al supermercato e non è pratica di spesa online. L’ho ringraziata, ovviamente, e lo ho spiegato che magari più avanti quando tornerà ad uscire di casa, potrà contribuire con la spesa, perché purtroppo l’emergenza durerà ancora a lungo e speriamo che duri anche la grande solidarietà che molti genovesi hanno mostrato in queste settimane”.