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“Se possiamo lavorare, possiamo anche scioperare”, multati a De Ferrari: solidarietà anche da infermieri fotogallery

"Rifiutiamo il ricatto tra vita e salario"; scioperi e striscioni anche in diverse aziende

Genova. Un presidio sotto la sede di Regione Liguria è stato organizzato da alcuni lavoratori e dai sindacati Si. Cobas, per protestare contro “le riaperture indiscriminate e per chiedere garanzia di salario per tutti gli strati popolari in difficoltà”. Intervenuta, la polizia ha multato i lavoratori in sciopero, anche se “ben distanziati e tutti forniti di dpi”.

L’episodio è avvenuto questa mattina in piazza De Ferrari, ma l’eco è arrivata anche in altri luoghi di lavoro, come ad esempio in alcuni reparti del San Martino di Genova, dove alcuni operatori hanno manifestato la loro solidarietà con foto pubblicate in rete.

“La mobilitazione è proseguita sui posti di lavoro e tra i lavoratori di diversi settori, che nel corso della giornata stanno dando vita ad azioni di lotta, fermate e scioperi improvvisi, striscionate ed esposizione di cartelli – si legge in un comunicato pubblicato sui social network dai Si. Cobas Genova – Dai facchini della In’s di Tortona, alle lavoratrici dell’Hotel Bristol di Genova, dagli infermieri e OSS del S. Martino di Genova, ai lavoratori Amiu”.

E non è finita: “Domani, 1Maggio, giornata internazionale di lotta dei lavoratori, continuerà la mobilitazione, sopratutto su quelle aziende e impianti su cui padroni e dirigenze stanno forzando per tenere aperte anche in quella occasione – concludono – Facciamo appello a tutti i lavoratori e lavoratrici ad aderire alla mobilitazione, allargandola e costruendo momenti concreti di lotta! Se possiamo lavorare, possiamo anche scioperare! Rifiutiamo il ricatto tra vita e salario”.