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Regionali 2020, nello stallo Coronavirus Toti resta in testa ma il Pd diventa il primo partito

“Cambiamo" sale di un punto raggiungendo in Liguria quota 10% e divenendo la seconda forza del centrodestra

Genova. Campagna elettorale, sotto certi aspetti congelata, per via dell’emergenza Coronavirus che ha ovviamente tolto la scena sia all’agone vera e propria in vista delle elezioni regionali liguri (che saranno probabilmente rinviate in autunno) sia alla definizione delle alleanze e alla ricerca di un candidato alternativo al governatore uscente Giovanni Toti.

Ma secondo l’ultimo “Super Indice Regionale”© – la proiezione statistica che l’agenzia specializzata Opimedia elabora in esclusiva per Genova24.it sulla base di tutti i sondaggi usciti negli ultimi 15 giorni – la coalizione di centrodestra resta in testa rispetto agli sfidanti e anzi sale a +9 sull’ormai consolidata alleanza centrosinistra – M5s (includendo anche forze che però non riflettono l’alleanza di governo giallorossa).

L’altro dato evidente è però la conferma di un trend maturato nelle settimane precedenti ovvero la rimonta e il sorpasso del Pd sulla Lega come primo partito: i dem avrebbero il 28% delle preferenze, 2 punti percentuali più del Carroccio.

Super Indice Regionali marzo 2020

Secondo gli esperti di Opimedia il Pd al momento sembra aggregare maggiormente voti tratti dagli indecisi e dai partiti minori del centrosinistra (+Europa 1%, Italia Viva 3%).

Se Fratelli d’Italia al 9% mostra una maggiore debolezza rispetto al trend nazionale, in buona forma sono i moderati del centrodestra di Liguria Popolare che raggiungono il 4% pareggiando le Forze con una spenta Forza Italia ferma al 4%.

“Cambiamo” la lista di Toti sale di un punto raggiungendo in Liguria quota 10% e divenendo la seconda forza in Liguria del centrodestra. Buon risultato anche dell’area di sinistra più tradizionale in un trend che la vede al 4% in salita di un punto.

Super Indice Regionali marzo 2020

La proiezione in terra ligure dell’alleanza di governo nazionale per converso raggiungerebbe teoricamente il 41% complessivo (PD+LEU+M5S+Italia Viva) grazie soprattutto alla crescita del Pd che sembra aggregare il voto di area. Centrosinistra tradizionale che nelle sue principali alleanza potrebbe raggiungere il 37% (senza “Azione” di Calenda), distante dal 53% del centrodestra ligure ancora significativamente in vantaggio.

“Un discorso a parte merita l’alleanza potenziale centro sinistra+M5S – spiegano da Opimedia – che teoricamente sarebbe accreditato del 44%: il calcolo rimane teorico soprattutto perché non sempre si registra una sommatoria nei casi di alleanza PD/M5S; in molti casi questi tipo di alleanza è a discapito delle performance elettorali del partito fondato da Grillo con perdite di voti che talvolta possono raggiungere il 25%-30% del proprio patrimonio elettorale”.

Che cos’è il SIR (Super Indice regionale ©). Si tratta di un modello statistico elaborato su base regionale da Opimedia. Il dato finale è il risultato prodotto da modelli matematici appositamente creati, che combinano i dati storici su base locale con gli indici ricavati da tutti i sondaggi elettorali degli ultimi 15 giorni. Dalla combinazione e l’elaborazione dei dati, si ottiene una stima attuale delle forze in campo.

Il SIR (“Super Indice Regionale”©) fornisce dunque, l’andamento del consenso dei principali partiti e delle coalizioni nella regione di riferimento.
Il SIR non è un sondaggio inteso come rilevazione opinionale ma è una proiezione statistica. Il vantaggio di tale tecnica è di potere disporre di una mole elevatissima di dati consolidati e di indici che inglobano numerose ricerche opinionali. Per questo, non trovate in calce a questo articolo la classica scheda informativa proprie delle ricerche dei sondaggio d’opinione, con il numero degli intervistati, i dati e le tecniche di rilevamento.