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Porto di Genova, marzo in calo del 10%: il Coronavirus fa sentire i suoi effetti

Chiuso il primo trimestre 2020 a quota 630 mila teu, in linea con lo stesso periodo del 2019, ma per aprile si teme un crollo fino al 25%

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Genova. Il porto di Genova ha chiuso il primo trimestre 2020 a quota 630 mila teu, in linea con lo stesso periodo del 2019. Marzo, da solo, ha però fatto registrare un calo del 10,3% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente e le stime per il mese di aprile sono di una contrazione del 25%, a causa del lockdown per il Coronavirus. Un ostacolo che pesa sia sulle importazioni sia sulle esportazioni.

L’effetto Covid -19 adesso si legge anche nei numeri del traffico container dello scalo. Le previsioni per il prossimo futuro sono con segno negativo “anche se sono entrate in vigore le prime misure di emergenza mirate a semplificare le procedure e facilitare gli scambi commerciali” sottolinea l’analisi dell’Autorità portuale del Mar Ligure Occidentale.

Nel mese di marzo il terminal Psa Genova Pra’, il più importante dello scalo, ha perso 13 toccate per cancellazioni e ritardi più altre 4 per la chiusura di una coppia di servizi. Il terminal Sech ha mantenuto i servizi senza cancellazioni legate al Coronavirus, mentre il Terminal San Giorgio ha registrato un decremento del traffico nel mese di marzo con un calo del 15% dei volumi e una riduzione delle navi e ad aprile è prevista una contrazione ulteriore fra il 30 e il 40%.

Per quanto riguarda il porto di Savona i collegamenti ro/ro di Grimaldi con la Spagna e il Nord America e il servizio Nyk di trasporto auto fra il Far East e l’Europa prosegue seppure con volumi ridotti. I servizi di Vado Gateways e Reefer terminal nel porto di Vado Ligure sono regolari ma le previsioni sono di un calo dei volumi nei prossimi mesi.