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Modifiche al Puc, Pd all’attacco del Comune: “Approfittano del Covid per passare norme sotto silenzio”

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Genova. Il Pd in consiglio comunale e nei municipi va all’attacco della giunta comunale per “una modifica al Piano Urbanistico Comunale che darà il via libera a Genova a nuove cementificazioni e che diminuirà i vincoli oggi esistenti a protezione dell’ambiente e a salvaguardia del verde cittadino. Si tratta di una scelta scellerata che contestiamo fortemente nel metodo e nel merito”, dicono i dem.

“Per quel che riguarda il metodo – dicono dal Pd – non comprendiamo la scelta della Giunta Bucci di far procedere a tappe serrate la proposta di modifica nei Municipi contingentando i tempi a 1 ora di Commissione e 3 di Consiglio. Così facendo viene di fatto impedito ai Municipi di audire, come normalmente si sarebbe fatto, anche soggetti terzi per poter approfondire ed esprimere un parere più informato. Ci domandiamo quale sia la necessità di costringere proprio adesso i Municipi ad una settimana di tour de force con 18 videoconferenze per esprimere il parere ad una delibera approvata dalla Giunta Comunale lo scorso 12 febbraio e per le quale non si intravedono ragioni di urgenza”.

Venendo al merito, con questa delibera la Civica Amministrazione compie 4 modifiche di grande impatto sulla rete di protezione del territorio presenti nel PUC vigente. Eccole:

“Utilizzando il pretesto di una sentenza del TAR su l’illegittimità del limite di 30 mc per le piscine pertinenziali per condomini e strutture ricettive, viene rimosso in toto il limite su ogni unità abitativa – quindi comprese anche le villette unifamiliari – e depotenziati fortemente i vincoli paesaggistici per la loro realizzazione aprendo la porta ad interventi molto impattanti.
Viene innalzata per ogni intervento la soglia dell’incremento volumetrico nel caso di sostituzione edilizia al 40% adducendo quale giustificazione che la soglia del 20% di superficie agibile non consentirebbe sempre di soddisfare i requisiti di ordine sanitario e per il risparmio energetico imposti dalle norme vigenti. Anche in questo caso si utilizza un pretesto: sarebbe bastato infatti prevedere una deroga alla soglia qualora fosse effettivamente necessario soddisfare quei requisiti. Invece così facendo la Giunta Comunale rimuove una delle norme principali del PUC della città aprendo la strada a speculazioni edilizie e colate di cemento.

Viene di fatto rimosso ogni vincolo alla realizzazione di parcheggi interrati in città, comprese numerose aree verdi e giardini e ampie aree del territorio tutelate oggi dal PUC vigente, andando di fatto a liberalizzare il mercato edilizio ad ogni tipologia di intervento come negli anni ‘80 e ‘90 quando la consapevolezza ambientale e dello stato di dissesto idrogeologico del nostro territorio era molto minore di quella odierna.

Infine si vuole introdurre una norma per permettere l’utilizzo a scopo residenziale dei “bassi” del Centro Storico. Si tratta di un provvedimento che non trova alcuna giustificazione né dal punto di vista storico e sociale (non è mai stata quella la funzione di quegli spazi) né dal punto di vista di necessità di nuovi spazi abitativi di un tessuto urbano già carico e nel quale si contano centinaia di alloggi sfitti. Non si comprende neanche il pretesto utilizzato, quello del voler valorizzare e dare nuova vita al Centro Storico, quando sappiamo benissimo che anzi riducendo il tessuto commerciale dei vicoli si genera una “desertificazione” e si lascia spazio all’insorgere di molteplici abusi che, in varie forme, si riscontrano già oggi proprio su quello stesso territorio”.