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L’assessore Berrino: “Dalla Liguria nessun ritardo nelle domande per la cassa integrazione”

La replica a Italia Viva: "Siamo stati i primi in Italia ad attivare la procedura"

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Genova. “L’abbiamo già spiegato la settimana scorsa, ma non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire: la Liguria non solo non ha alcun ritardo nella comunicazione delle domande di cassa integrazione all’Inps, ma è stata la prima regione in Italia a cominciare ad attivare la procedura per la ricezione delle domande, il 25 marzo, e se i lavoratori non avranno ciò che spetta loro dipenderà solo ed esclusivamente dalle risorse insufficienti messe a disposizione dal Governo”.

Così risponde l’assessore al lavoro Gianni Berrino alle obiezioni dei consiglieri regionali di Italia Viva Juri Michelucci e Valter Ferrando in merito ai presunti ritardi di Regione Liguria nella comunicazione all’Inps delle domande per la cassa integrazione straordinaria motivata dall’emergenza Covid.

“Regione Liguria – spiega Berrino – ha già passato all’Inps tutto quello che i consulenti per conto delle aziende hanno inviato a tutto il 25 aprile. Ad oggi dobbiamo elaborare solo quanto arrivato dal 26. Lasciamo sempre tre giorni lavorativi per eventuali correzioni, perché sono molti i casi in cui è necessaria una revisione e sappiamo che, una volta fatta la trasmissione all’Inps, non è più possibile alcuna modifica. Le ore a consuntivo di febbraio e marzo sono 1.674.694 e sono relative a 23.976 lavoratori di 11.101 aziende, per un totale di 13.565.021 euro”.

“Ricordo che solo ieri sono arrivate dal Governo le risorse della seconda tranche, e che le domande arrivate coprono già tutto il riparto assegnato alla Liguria, e sappiamo già che non basta, perché è ampiamente insufficiente rispetto alle esigenze di aziende e lavoratori. La procedura che stiamo seguendo non soltanto non causa ritardi, ma permette di recuperare le ore non rendicontate rispetto a quelle previste all’atto della prima domanda. Se inviassimo il preventivo già chiesto dalle aziende, avremmo già superato i 68 milioni e 200 assegnati dal governo (precisamente 70.341.704 euro, corrispondenti a 15.190 domande, 36.704 lavoratori e 8.684.161 ore) e l’Inps ci avrebbe bloccato la trasmissione delle autorizzazioni”, prosegue Berrino.