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Le misure

Fase 2, sui mezzi Amt portata massima al 50%. Beltrami: “Distanziamento di un metro impossibile”

Da fine maggio su 200 autobus saranno attivati dei conta-persone e forse dei semafori che avvertiranno se il bus sia pieno o no

Coronavirus: scene di vita quotidiana a Genova, mascherine e trasporto pubblico

Genova. Mascherine obbligatorie, sanificazioni, controlli in fermata e sui mezzi, calcolo – almeno per il momento – spannometrico della densità di passeggeri a bordo ed eventuale riduzione, ma il distanziamento di un metro tra una persona e l’altra non è un qualcosa di fattibile. Lo ha dichiarato l’amministratore unico di Amt Genova Marco Beltrami in via dell’avvio del servizio nella fase 2, a partire da lunedì 4 maggio.

“Ovviamente, ci saranno tutte le indicazioni per mantenere il distanziamento fisico – spiega il manager all’agenzia Dire – ma il dpcm prevede un metro, l’applicazione rigida di questo distanziamento ha un impatto che bloccherebbe il servizio. Amt chiederà, insomma, di poter evitare la conditio sine qua non del metro di distanza grazie all’uso delle mascherine obbligatorie.

La distanza di un metro sarebbe economicamente insostenibile per l’azienda di trasporto pubblico locale. “Un bus da 10,5 metri, portata teorica 88 posti, potrebbe trasportare al massimo 12 persone; un bus da 18 metri, potrebbe portare 22-23 persone – continua Beltrami – Estremizzando, converrebbe utilizzare dei taxi. Oltre al fatto che sarebbe un po’ una foglia di fico perché il distanziamento preciso si può tenere in situazioni statiche ma quando la gente sale e scende ci sono flussi per cui diventa molto più complicato stare lontano un metro gli uno dagli altri”.

Entro la fine di maggio su circa 200 mezzi sarà attivato un conta-passeggeri che fornirà un dato preciso sull’affollamento. “Assieme a Leonardo, stiamo pensando a una sorta di semaforo che sia visibile anche alle paline in fermata in modo che l’utente sappia se sul bus che sta arrivando c’è ancora posto o no” – spiega ancora Beltrami all’agenzia Dire – “Al momento non ci sono strumenti precisi per valutare l’affollamento- ammette Beltrami- l’autista deve affidarsi al colpo d’occhio. Comunque, l’azienda ha una procedura per cui, in caso di affollamento eccessivo, si invia un segnale al centro operativo che può anche richiedere l’intervento della polizia”.

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