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Fase 2, parrucchieri ed estetisti sul piede di guerra: “1 giugno? Inaccettabile, dilaga l’abusivismo”

Le associazioni di categoria, furibonde per il ritardo nelle riaperture, lanciano un nuovo appello al Governo

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Genova. Sono tantissimi a necessitare dei cosiddetti “servizi alla persona”garantiti da parrucchieri ed estetisti rimasti fermi in questo lungo periodo di quarantena. E quanto indicato dal nuovo DPCM del Governo non è andato giù alla categoria, che si aspettava una riapertura delle attività e dei negozi al pari di altri settori produttivi.

La possibile data del 1 giugno, con oltre un mese di attesa, è considerata inaccettabile sia dalla Confartigianato quanto dalla Cna, anche perchè il contesto di crisi che riguarda almeno un migliaio di imprese rischia di essere davvero senza ritorno. Stiamo parlando, secondo i dati della Camera di Commercio, di 550 imprese di acconciatura e 300 di estetica.

“Speriamo di poter aprire prima di questa data” afferma Mariano Cerro, direttore di Confartigianato Savona, che non ha preso bene il Decreto che apre alla Fase 2 e alle riaperture delle attività produttive: “Abbiamo elaborato un protocollo preciso e dettagliato su un pacchetto di misure e accorgimenti specifici per garantire la sicurezza sanitaria della clientela. Pur rispettando le indiscusse cautele del caso dettate dalla situazione non capiamo questa chiusura prolungata”.

“Con senso di responsabilità abbiamo sostenuto dall’inizio dell’emergenza le nostre imprese che tra le prime hanno dovuto abbassare la saracinesca. A livello nazionale abbiamo elaborato e presentato proposte dettagliate su come tornare a svolgere queste attività osservando scrupolosamente le indicazioni delle autorità sanitarie su distanziamento, dispositivi di protezione individuale, pulizia e sanificazione. Queste proposte, necessarie per la ripartenza e, al contempo, onerose per le piccole aziende, sono state presentate ai ministeri competenti senza, però, ricevere alcuna risposta”.

“Ora non accettiamo che il Governo si limiti ad una incomprensibile dilazione per le attività del benessere. Non si può far stare fermo il settore, con costi continui e ricavi azzerati per gli interi mesi di marzo, aprile, maggio. Finora siamo stati alle regole, ma la prospettiva di un altro mese e più di fermo obbligato non l’accettiamo” conclude Cerro.

unghie

“Abbiamo ricevuto diverse telefonate e messaggi di imprenditori e operatori davvero disperati” rincara il segretario della Cna Matteo Sacchetti. “Riguardo alla categoria degli estetisti e dei parrucchierisono mancate indicazioni chiare a livello nazionale. E’ possibile mettere in pratica una serie di provvedimenti che assicurano la massima sicurezza sanitaria, nel rispetto dell’emergenza in atto. Chiediamo subito al Governo di avere le linee guida di comparto, ovviamente nello spirito di quanto già contenuto nel protocollo condiviso a suo tempo, il 14 marzo e poi il 24 aprile”.

Cosa si aspetta per dare strumenti idonei alla categoria per riaprire? Per dare l’opportunità di rimettersi a lavorare? Domande alle quali si chiedonorapide risposte, anche per un altro aspetto di non poco conto: “Si stanno creando le condizioni per lo sviluppo di attività completamente in nero e abusive, dove il rischio sanitario si moltiplica a dismisura, producendo quindi un effetto contrario rispetto alle decisioni di prolungare le riaperture” aggiunge ancora Sacchetti.

“La clientela si sta sempre di più rivolgendo ad operatori abusivi pur di ottenere i servizi alla persona richiesti, quindi un doppio danno, sanitario ed economico, per le tante imprese del settore già da troppo tempo in sofferenza” conclude.