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Problema

Fase 2, l’appello dei dog sitter: “Fateci lavorare, i padroni dei cani adesso hanno bisogno di noi”

Escluso dall'ordinanza chi si prende cura degli animali: "Il rischio di contagio è bassissimo, i nostri clienti non sanno a chi rivolgersi"

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Genova. In pratica mancano solo loro. Dopo l’ordinanza che in Liguria ha dato il via libera dal 27 aprile ai maneggi, ai negozi per animali, ai servizi di toelettatura, all’addestramento di cani nelle aree autorizzate, gli unici che non possono tornare a lavorare sono i dog sitter. Per semplificare, quelli che portano a spasso gli amici a quattro zampe quando non possono farlo i padroni. E per alcuni si tratta di una professione vera e propria.

“Io ho una partita Iva, verso i contributi all’Inps, pago le tasse all’agenzia delle entrate – spiega Cristina Perri, titolare di Professional Dog Sitter, un’attività individuale che offre diversi servizi per cani e gatti -. Ringraziamo il presidente Toti per aver dato la possibilità a migliaia di persone di lavorare con la toelettatura, grazie a nome di chi ama gli animali. Ma la nostra categoria non è stata presa in considerazione. Chiediamo solo di poter tornare a lavorare perché i rischi, nel nostro caso, sono minimi”.

Per i dog sitter esiste un codice Ateco specifico, il 96.09.04, che comprende i “servizi di cura degli animali da compagnia”: presa in pensione toelettatura, addestramento, custodia nei canili. L’ordinanza della Regione Liguria dà il via libera agli “esercizi di toelettatura” e all’addestramento nelle “aree autorizzate”, ma di fatto non contempla l’attività più consueta per questi professionisti: prendersi cura quotidianamente dei cani per conto di chi lavora o non può occuparsene.

Il rischio di contatto con altre persone è bassissimo – spiega ancora Cristina Perri -. Di solito abbiamo le chiavi di casa dei nostri clienti, quindi spesso non li incontriamo nemmeno. In pochi secondi prendiamo il cane al domicilio, il suo svago non è in città, ma in posti fuori dalla città e talvolta privati. Poi disinfettiamo il guinzaglio e lo riconsegniamo. Così come me lavorano tanti altri colleghi che non metterebbero a rischio la sicurezza loro e dei pochi contatti che avrebbero”:

La richiesta, dunque, è quella di inserire il dog sitting nel prossimo provvedimento. “La nostra attività è fondamentale per chi nei prossimi giorni tornerà a lavorare. Tra i miei clienti ci sono una ventina di persone che da lunedì non sanno a chi rivolgersi. Certo, si può chiedere a un parente o ad un vicino, ma può essere imbarazzante e non è detto che siano in grado di occuparsene. Il nostro lavoro è un supporto fondamentale per il benessere degli animali ed è per i lavoratori un servizio essenziale”, conclude Perri. 

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