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Alternativa

Fase 2, “Dove lascio il bambino?”: le Tagesmutter di Genova si fanno avanti come alternativa agli asili

Hanno scritto a Toti e Bucci per chiedere che i nidi familiari vengano tenuti in considerazioni: "Da noi anche un bambino per volta"

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Genova. Sono presenti nel capoluogo ligure da nove anni e sono una ventina, strutturate, preparate, amate dai bambini e dalle loro famiglie. Si chiama Tagesmutter Arcobaleno la cooperative che a Genova porta avanti questo particolare progetto educativo e pedagogico. A casa della “mamma di giorno” (come tradotto letteralmente dal termine tedesco), con orari flessibili, con al massimo cinque bambini per volta.

Le Tagesmutter genovesi hanno scritto alla Regione e al Comune per dire “noi ci siamo”, in vista della fase 2 nell’ambito dell’emergenza Coronavirus. “Oggi la nostra cooperativa può essere l’unica alternativa concreta e strutturata per supportare le famiglie che dovranno ritornare al lavoro – dice Cristina Polastro, presidente della cooperativa Tagesmutter Arcobaleno Genova – o che hanno bisogno di lasciare il bambino anche solo per poche ore, visto che gli asili nido e le scuole d’infanzia continueranno a restare chiusi”.

Ma cosa renderebbe le Tagesmutter una soluzione valida e sicura? “Se non dal 4 maggio, comunque per il periodo estivo – spiega la presidente della cooperativa – noi possiamo tenere a casa, in sicurezza, anche solo un bambino alla volta, possiamo applicare la massima attenzione su un solo piccolo, anche utilizzando mascherine, guanti, procedendo con sanificazioni puntuali e dotandoci dei prodotti igienizzanti più adatti, la nostra attività è sostenibile anche con poche famiglie, perché siamo a casa nostra, diversamente da un nido privato non abbiamo affitti da pagare o utenze pesanti e non abbiamo necessità di lavorare sui grandi numeri”.

Le Tagesmutter sono una vera e propria istituzione nei paesi nordici e in alcune regioni del Nord Italia, nel resto del Paese non sono mai state riconosciute dal sistema scolastico ed educativo ufficiale nonostante seguano precise linee di formazione. “Questo potrebbe essere il momento giusto per conoscere e sfruttare il nostro modello”, conclude Cristina Polastro.

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