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Detriti del Morandi per lo ‘slurrydotto’ della Gronda, Chiamami Genova: “Il dibattito è un bluff?”

I consiglieri hanno chiesto informazioni sul cantiere aperto nell'area ex Miralanza, in Valpolcevera, qualche mese fa. Le risposte sono arrivate solo ora

Genova. Nel cantiere del nuovo ponte di Genova si sta lavorando al completamento degli impalcati ma intanto vengono anche rimossi, definitivamente i detriti del vecchio Morandi. Parte di questi detriti, è noto da tempo, avrebbero dovuto essere utilizzati per opere legate al progetto della cosiddetta “gronda di ponente”, infrastruttura per cui si attende ancora il via libera definitivo del governo.

Quello che forse è meno noto, almeno ai più, è che parte dei detriti, in questi giorni, vengono trasportati dal cantiere del viadotto a un’area un paio di chilometri a monte lungo il torrente Polcevera per allestire un altro cantiere, quello dello slurrydotto – un particolare tipo di fangodotto – per gli scavi della futura gronda.

Ad avere conferma dell’avvio dei lavori i gruppi in consiglio comunale e consiliare di Chiamami Genova che, nel novembre scorso, avevano presentato un’interrogazione sullo spiazzo dietro l’ex stabilimento Miralanza, visto che erano comparsi cartelli di apertura di cantiere. “Abbiamo ricevuto risposta quattro mesi dopo”, spiegano Paolo Putti, Davide Ghiglione e Sara Gallo, di Chiamami Genova.

Tali lavori si riferiscono alla costruzione di un cantiere di 18.000 metri quadri destinato ad area di stoccaggio dei materiali propedeutici (carpenterie metalliche) alla realizzazione del cosiddetto slurrydotto, sistema di trasporto delle terre di scavo, anche amiantifere, delle nuove gallerie previste per la gronda.

“Ci lascia interdetti che si stiano portando avanti i lavori in attesa di un’indicazione definitiva sulla realizzabilità o meno di tale opera – affermano – se andasse infatti avanti l’ipotesi di “mini gronda”, che ci lascia comunque perplessi, costituita dal raddoppio della A7, il fangodotto non avrebbe più senso in quanto collegato al mega cantiere previsto dalla vecchia ipotesi in località via Nostra signora della guardia. Quindi a che gioco stiamo giocando? Questo dibattito è tutto un bluff?”.

Chiamami Genova denuncia anche come gli osservatori pubblici sul cantiere del nuovo ponte non fossero stati informati sull’utilizzo specifico dei detriti.