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Crolla ponte tra Liguria e Toscana, le reazioni della politica: “Sconcertante. Riporta alla mente il Morandi”

Ferito il conducente di un furgone, è successo stamattina a pochi metri dalla provincia della Spezia

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La Spezia. Crolla un ponte sul fiume Magra, in Toscana, lungo la strada provinciale 70. Accade a pochi passi dal confine ligure e la mente non può che riportare alla una delle tragedie più grandi della storia del Paese e, nello specifico, della Liguria e di Genova: il crollo del Ponte Morandi.

E, nel giro di poco tempo dall’accaduto, sono cominciate ad arrivare alla nostra redazione le prime reazioni di stampo politico sull’accaduto. 

Queste le dichiarazioni di Alice Salvatore del M5S: “Ancora una notizia sul crollo di un ponte stavolta sul fiume Magra, ad Albiano, tra Aulla e Bolano. Le immagini ci riportano immediatamente alla tragedia del Ponte Morandi di Genova, e purtroppo siamo di nuovo qui a ragionare su una possibile tragedia che è stata evitata per pura casualità. Il nostro paese continua a essere martoriato da infrastrutture scadenti, con poca manutenzione, che crollano improvvisamente mettendo a repentaglio la sicurezza di tutti i cittadini”.

“Il ponte di Caprigliola, che collega Santo Stefano Magra ad Albiano, è crollato poco fa. Apprendo questa tragica notizia confidando che, come al momento mi giungono aggiornamenti, non vi siano vittime. Al momento si è a conoscenza di un solo ferito, un corriere. Vivo con ansia e preoccupazione questa fase in cui i soccorsi sono al lavoro per accertare l’entità di questo disastro”, scrive Luca Pastorino, segretario di presidenza alla Camera per Leu.

La senatrice spezzina della Lega Stefani Pucciarelli e il deputato della Lega Lorenzo Viviani dichiarano: “Poteva essere una tragedia e dobbiamo arrivare a ringraziare che siamo in piena emergenza Covid-19 se il bilancio del crollo è di un solo ferito. Il sistema dei controlli non ha funzionato come avrebbe dovuto. È urgente che, come chiediamo da tempo, il monitoraggio delle infrastrutture sia attuato con sistemi davvero efficaci, tecnologici, che non lascino spazio a discrezionalità, e che per la ricostruzione e interventi di manutenzione sia attivato il modello Genova, tanto sbandierato dal governo e di fatto rimasto lettera morta”.