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Coronavirus, sì ai guanti ma attenzione alla svestizione: “Così si sono contagiati anche molti sanitari”

Per lavarsi le mani? Basta il normale sapone intonando per due volte 'Tanti auguri a te'

Genova. Dopo aver chiarito tutto quello che occorre sapere sull’uso delle mascherine Salvatore Giuffrida Dimitri Sossai, direttore amministrativo e direttore del servizio di prevenzione e protezione del policlinico, ci spiegano anche come utilizzare al meglio gli altri dispositivi di protezione.

Partiamo dai guanti: “I guanti vanno utilizzati – spiegano – perché servono ad isolare, a non entrare in contatto con il virus”. Lattice, nitrile o vinile? “Non importa, quelli in lattice sono quelli più utilizzati perché non hanno il rischio di causare allergie”.

E’ corretto proteggere gli occhi? “Assolutamente sì – spiegano i medici – perché sono uno dei punti che possono essere colpiti da droplet, vale a dire dalle goccioline che derivano dalla salivazione o da uno starnuto per questo i nostri operatori sanitari indossano occhiali a mascherina simili a quelli da sci oppure in alternativa delle semicalotte in acetato”.

Se la protezione è importante altrettanto lo è la procedura di svestizione: “I cittadini che usano i guanti fanno bene ma devono ricordare che i guanti non devono entrare in contatto con le mucose, quindi bisogna fare molta attenzione quando si tolgono perché la parte scoperta della mano non deve entrare in contatto con la parte esterna del guanto”. E’ una fase a cui prestare molta attenzione: “Una buona parte degli operatori sanitari contagiati in tutta Italia, che pure sono esperti nella vestizione e nella svestizione, si sono contagiati proprio nella fase di svestizione” rivelano i medici.

La regola decisiva in questo caso è di non toccarsi con le mani il viso, in particolare bocca, naso e occhi ma di lavarsi immediatamente le mani. Come? “Non servono disinfettanti o gel particolarmente costosi. Quello che è importante è lavarsi abbondantemente le mani con il sapone e sciacquarle altrettanto abbondantemente”.

L’acqua può essere indifferentemente calda o fredda: “Quel che conta è il gesto meccanico, che deve durare abbastanza a lungo. Un trucco? Cantate per due volte di fila ‘Tanti auguri a te’ mentre vi lavate le mani e smettete solo quando finisce la seconda ripetizione. Anche in ospedale ci siamo dati questa regola”.