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Coronavirus, sette dipendenti di Amiu positivi ma il lavoro non si ferma e la città ringrazia gli spazzini

Fermi i servizi non essenziali. I lavoratori: “Insufficiente la sanificazione degli spogliatoi”

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Genova. Sette casi positivi accertati di Covid-19 tra i dipendenti di Amiu, una cinquantina di lavoratori in quarantena fiduciaria e altri casi sospetti di dipendenti a casa con la febbre. E’ questa la conta, ancora provvisoria, della diffusione del coronavirus tra gli operatori ecologici di Genova che in queste settimane “non hanno mai smesso neppure un giorno di fare il loro lavoro” come recita uno dei tanti bigliettini” lasciati dai genovesi per ringraziare gli spazzini.

Dei sette casi accertati positivi due riguardano lavoratori impiegati alla discarica di Scarpino, due sono invece autisti, altrettanti gli impiegati amministrativi e un lavoratore della pressa in porto: in quarantena sono finiti quelli che lavoravano a contatto con loro sulla base delle disposizioni previste dall’azienda che per i lavoratori di Amiu hanno però una lacuna piuttosto importante: gli spogliatoi.

“La sanificazione degli spogliatoi viene fatta – spiega Paolo Petrosino, delegato Usb – ma nella pratica avviene negli orari sbagliati, vale a dire a metà turno e non al termine di ogni turno. Questo perché l’azienda si affida alle spesse cooperative di pulizia che normalmente lavorano con noi e che lavorano a orari ridotti”

Con l‘emergenza l’azienda ha nel frattempo sospeso diversi servizi, dallo spazzamento meccanizzato agli Ecovan alla chiusura delle isole ecologiche. Anche gli uffici di via D’aNNunzio sono chiusi e gli impiegati lavorano in smart working.

Gli operatori ecologici invece continuano ad essere in strada “Fa impressione fare questo lavoro in una città deserta dove quando si incontra qualcuno per strada scatta la paura” racconta in un video lo spazzino Mauro Fornaciari. “Ve lo ricordate Pacman il videogioco dove avevi paura di essere mangiato? ora è molto simili guardi gli altri come fossero appestati e cambi strada”.

Il lavoro va avanti nonostante l’inciviltà delle persone che gettano a terra guanti e mascherine che i lavoratori di Amiu poi si trovano a raccogliere. Uno schiaffo all’ambiente e anche un rischio ulteriore per chi, quelle protezioni magari indossate da una persona asintomatica ma positiva.