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Coronavirus, Pasqua blindata in Liguria: tolleranza zero su spiagge, picnic e seconde case

Il governatore Toti chiede ancora ai sindaci di chiudere altri luoghi a rischio assembramento, Bucci replica l'ordinanza che chiude le spiagge

Genova. L’obiettivo è chiaro: un weekend di Pasqua blindato in tutta la Liguria, con particolare attenzione ai luoghi sensibili – soprattutto le spiagge – e guerra dichiarata alla fuga verso le seconde case. “Dovremo avere una bassissima circolazione ed essere rigorosi nel rispetto delle distanze sociali”, precisa il governatore Giovanni Toti che ha firmato una nuova ordinanza, valida fino a Pasquetta compresa (13 aprile) in cui ribadisce la richiesta ai sindaci di individuare i punti soggetti ad assembramenti per poterli chiudere al pubblico.

Parchi e giardini sono già vietati per effetto dell’ordinanza del ministero della salute del 21 marzo, ma le peculiarità della regione impongono divieti ulteriori. A Genova il sindaco Marco Bucci ha anticipato che verranno prorogate le misure in vigore nelle scorse settimane: proibito transitare o sostare in tutte le aree affacciate sul mare (arenili, scogliere, tutte le passeggiate, corso Italia lato mare, Boccadasse, le spiagge), protezione civile e polizia locale a presidiare il Righi e le altre mete da pic-nic sulle alture cittadine, controlli a tappeto per chi viola le norme.

“Il messaggio è sempre lo stesso – ripete Bucci – cerchiamo di non uscire e di rimanere isolati, è il sistema migliore che abbiamo per fermare il virus. Vedremo se estendere l’ordinanza anche oltre la fine della settimana prossima”. Il governatore Toti ha confermato che la curva dei contagi è stazionaria ma “tra domenica e lunedì ci aspettiamo una decrescita più sensibile, ovviamente se verranno mantenuti comportamenti corretti”.

L’altro fronte sarà quello delle seconde case, dopo le numerose segnalazioni di turisti “in fuga” nello scorso weekend. I decreti del Governo impediscono già di muoversi da un comune all’altro, ma il provvedimento della Regione Liguria rafforza ulteriormente il concetto e specifica il divieto di “spostamento delle persone fisiche dalla loro residenza o abituale domicilio”.