Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Coronavirus, obbligo mascherine anche a Chiavari: in Liguria ogni sindaco fa per sé

Bisognerà indossarle nei luoghi chiusi e al mercato di piazza Mazzini, in alternativa vanno bene "altri mezzi di protezione del volto"

Più informazioni su

Chiavari. Anche a Chiavari da oggi è obbligatorio indossare una mascherina per accedere alle “aree chiuse pubbliche e private aperte al pubblico”. Lo prevede un’ordinanza emessa dal sindaco Di Capua che si aggiunge a quelle già in vigore in altre località del Levante genovese, tra cui Recco e Rapallo.

L’ordinanza contempla l’obbligo per attività commerciali, uffici, il mercato ortofrutticolo all’aperto di piazza Mazzini e “in ogni altro luogo dove è previsto l’accesso generalizzato di persone”. Accanto alle apposite mascherine sono ammessi “altri sistemi di protezione della bocca e del naso“, anche se gli esperti hanno chiarito più volte che un tessuto qualsiasi (come quello di sciarpe e foulard) non è sufficiente a fermare il droplet infetto. Ma nonostante tutto, anche qui vige la regola popolare del “meglio che niente”.

Si procede dunque in ordine sparso mentre le mascherine gratuite offerte dalla Regione non sono ancora arrivate in tutte le case, e d’altra parte è terminata la penuria nelle farmacie nonostante la salita incontrollata dei prezzi all’ingrosso e di conseguenza al dettaglio. Al momento la Regione non ha emesso alcuna ordinanza per generalizzare l’obbligo: sarà uno dei temi affrontati dalla task force di esperti istituita per fondare un “modello ligure” valido per la fase 2 dell’emergenza coronavirus.

Oltre ai comuni del Tigullio, anche Savona oggi si è svegliata con una norma che impone di indossare le mascherine: all’interno di esercizi commerciali la sua attività non risulta sospesa, uffici pubblici, filiali di istituti di credito, uffici postali e mezzi di trasporto pubblico. Viene fatta eccezione a tale obbligo “per coloro ai quali detto presidio protettivo possa creare nocumento alla salute da comprovare mediante certificazione medica”.