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Coronavirus: l’importanza di tracciare i casi per salvare l’estate

Coronavirus soldi

L’Italia e il mondo intero stanno affrontando un’emergenza sanitaria che ricorderemo molto a lungo. Il Coronavirus è una pandemia che ci ha colti impreparati e a cui i governi di tutto il mondo hanno reagito con l’unica misura di contenimento che a dimostrato di funzionare per rallentare la velocità del contagio, ovvero il lockdown. La chiusura di tutte le attività produttive non strategiche e la limitazione degli spostamenti delle persone ha consentito di limitare la propagazione del virus, almeno a giudicare dai dati delle ultime settimane.

Perché è importante avere la situazione sotto controllo

Sebbene la strategia applicata finora ha dimostrato di funzionare, il prezzo che l’Italia ha pagato a livello economico e sociale è davvero molto importante.

Le prime stime dicono che ogni settimana di chiusura totale ci costa fino a 9 miliardi di euro, senza contare che il nostro prodotto interno lordo è atteso in forte calo, facendoci sprofondare così in una nuova recessione.

È fondamentale, quindi, tornare al più presto alla riapertura, ma senza compromessi sulla salute dei cittadini: pena il ritorno alle misure di contenimento più pesanti in caso di eventuali ricadute.

In questa difficile situazione di transizione verso un ritorno alla tanto agognata normalità, potrebbe rivelarsi fondamentale il tracciamento dei casi di Covid-19, soprattutto per i settori come il turismo e la ristorazione, che rappresentano una parte importante dell’economia in regioni come la Liguria.

Questa operazione sembra facile a dirsi, ma potrebbe essere più difficile del previsto. Non c’è solo l’oggettiva difficoltà di accertare effettivamente i “positivi” attraverso i tamponi (ad esempio, in molte regioni mancano i materiali per effettuarli) ma si presenta anche la sfida di raccogliere i dati ed elaborarli in modo efficiente e sicuro.

 La tecnologia contro la pandemia

Un aiuto viene certamente dal mondo scientifico e dalla ricerca universitaria, che sono state subito messi in campo per trovare delle soluzioni utili allo scopo. Ma non è da sottovalutare anche l’apporto fornito dalle nuove tecnologie, come le app per smartphone e la blockchain, famosa soprattutto per le opportunità di investimento online ma già utilizzata con successo in diversi settori, tra cui quello statistico e quello medicale.

Da qualche giorno si parla di una applicazione che aiuterà a contenere il contagio in Italia durante la “fase 2”. Si tratta dell’app Immuni, che sarà scaricabile dai cittadini su base volontaria, non obbligatoria.

Fin da subito questa app ha suscitato delle polemiche per quanto riguarda la privacy, dal momento che la applicazione sarà in grado di tracciare tutti i contatti avuti da una persona infetta nei giorni precedenti al contagio e di ricostruire la cronologia dei suoi movimenti.

In un primo momento sembrava che i dati dovessero venire inviati al governo, pur crittografati: uno scenario in cui non si sapeva chi realmente avrebbe utilizzato i dati, e c’era il rischio che potessero finire nelle mani sbagliate.

A seguito delle numerose proteste, attualmente pare che l’Italia utilizzerà un metodo più rispettoso della privacy dei cittadini. 

I vantaggi della blockchain

Il nuovo modello su cui puntare è quello di Apple e Google, in cui i dati non lasciano mai il dispositivo dell’utente e vengono cancellati automaticamente dopo 14 giorni.

Con questa proposta, né il governo né i cittadini avrebbero una visione globale della situazione, mentre con il precedente modello italiano la panoramica era visibile solo da chi elaborava i dati, ovvero l’autorità centrale.

La tecnologia che rende possibile il tracciamento decentralizzato dei casi di Coronavirus è la blockchain, che è famosa per essere alla base delle criptovalute come il Bitcoin. Proprio il fatto di non essere centralizzata, permetterebbe di raccogliere i dati sui cittadini in modo realmente anonimo.

Verso la riapertura in estate?

L’utilizzo di strumenti complessi come le app basate su blockchain potrebbero essere la chiave di volta per uscire velocemente dal lockdown ed iniziare la riapertura di tutte le attività in Italia, a partire da quelle turistiche.

Ci stiamo avvicinando all’estate e sono in molti in Liguria ad auspicarsi che si possa ritornare al più presto alla normalità sia sulle spiagge che nelle attività legate al turismo, ovviamente con le dovute precauzioni come le distanze minime da rispettare.

Su una cosa non abbiamo dubbi: il territorio ligure è pronto ad accettare la scommessa per continuare ad essere una meta ambita dai turisti di tutto il mondo.

 

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