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Coronavirus, Lega, Pd e M5s auspicano internet gratis e aiuti high-tech per supportare bimbi e studenti

Genova. Scuole chiuse ben oltre il 13 aprile e stretta sulla questione passeggiate con i bambini. Di fronte a queste prospettive la politica locale spinge per rendere meno complicata la vita dei minorenni.

Il capogruppo della Lega in Regione Franco Senarega ha presentato un ordine del giorno con cui intende sollecitare il Governo, all’interno della Conferenza Permanente Stato – Regioni, della Conferenza Unificata Stato – Regioni e Stato – Città e Autonomie Locali e presso le altre opportune sedi istituzionali competenti, ad attuare misure che prevedano il potenziamento del servizio Internet e la possibilità di connettersi gratuitamente al web, permettendo così agli studenti, agli insegnanti e alle famiglie liguri di usufruire con più facilità della didattica a distanza.

“Si tratta di una misura temporanea e di buonsenso per agevolare le famiglie della nostra regione che sono costrette ad affrontare a casa la non semplice situazione di emergenza”, dice Senarega.

Andrea Melis, consigliere regionale ligure del M5s, ne fa una questione di diritto all’istruzione:
“La Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina – spiega Melis – ha infatti firmato il Decreto per distribuire alle scuole, in attuazione del Decreto legge del Governo ‘Cura Italia’, la cifra di 85 milioni che servirà per il potenziamento della didattica a distanza: di questi, alla Liguria arriveranno circa 1,8 milioni”.

“Se, come anticipato dall’assessore competente Cavo, la Regione Liguria affiancherà il Decreto con ulteriori risorse per sostenere questo filone ancora meglio. Importante, in questo momento cruciale, sostenere sia la diffusione di dispositivi digitali per la fruizione della didattica a distanza come tablet o computer portatili, sia l’accesso a internet perché ovviamente fondamentale anche attraverso il sostegno informativo aiutare le famiglie ad effettuare le scelte più idonee”, aggiunge.

“La didattica a distanza necessita più che mai di un sostegno informativo, anche al fine di capire quali sono le possibili scelte: oggi ad esempio il mercato offre principalmente connessione a internet tramite il telefono di casa oppure dei modem che lavorano con una SIM dati come il telefono. Hanno costi e modalità di funzioni differenti e le famiglie vanno aiutate nella scelta ottimale con un piano informativo che ovviamente non entri nel merito dei singoli produttori ma sul funzionamento”, conclude il pentastellato.

Voucher agli istituti a sostegno del traffico digitale delle famiglie liguri per la scuola a distanza, aiuti alle paritarie e riprogrammazione del Fondo sociale europeo per contrastare l’emergenza Coronavirus. Ruotano attorno a questi temi le proposte avanzate dal Gruppo del PD in Regione Liguria oggi in Commissione III alla presenza dell’assessore Cavo.

“Sui voucher per le lezioni via Internet, il Partito Democratico propone di “versare i fondi direttamente alle scuole, invece che alle famiglie, affinché gli istituti – spiegano i consiglieri del PD – facciano da filtro. Condividiamo che Regione Liguria eroghi contributi sia per sostenere connessioni e traffico dati, sia per i dispositivi necessari ai ragazzi maggiormente in difficoltà, in modo da garantire a tutti la didattica a distanza. Riteniamo però sbagliato dare i soldi alle famiglie, senza un riscontro concreto e progettuale della scuola che i ragazzi frequentano”. Sulle paritarie serve sicuramente una misura nazionale, ma anche la Regione può fare la sua parte. “Le materne e nidi, in particolare – sottolineano i consiglieri del Partito Democratico – integrano in modo determinante l’offerta pubblica e coprono circa il 50% della domanda. Senza un sostegno a questi istituti il rischio è che molti di loro, se non tutti, non siano in grado di riaprire a settembre, con pesanti ricadute sull’occupazione e meno posti a disposizione per le famiglie liguri. Per questo proponiamo che Regione, tramite Filse, attivi immediatamente un fondo rotativo per dare liquidità alle scuole paritarie e ai nidi (accreditati e non) come analogamente è stato fatto per il mondo dello sport e quello culturale-artistico. E anche un contributo a fondo perduto per compensare le perdite dovute alla mancanza del pagamento delle rette”. Infine il Gruppo del PD ha chiesto all’assessore Cavo a quanto ammontino le risorse del Fondo sociale europeo che non sono state impegnate e programmate. “Questi finanziamenti – cocludono i consiglieri del Partito Democratico – vanno riprogrammati, come chiede l’Ue, per affrontare l’emergenza Coronavirus. Alla Giunta chiediamo di essere coinvolti in questa riprogrammazione”.