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Coronavirus, anche in Liguria sì ai tamponi in automobile per testare i guariti

Il sistema servirà a stabilire con pochi rischi e rapidità se una persona, specialmente gli operatori sanitari, le forze dell'ordine o chi svolge servizi pubblici, possa tornare al lavoro e in società

Genova. E’ stata firmata oggi e pubblicata sul sito dell’ente l’ordinanza della Regione Liguria che autorizza la procedura denominata “drive through”, ovvero la chiamata dei soggetti già Covid-19 e presumibilmente guariti nei pressi di centri sanitari mobili per l’esecuzione di tamponi orofaringei attraverso il prelievo che sarà effettuato abbassando semplicemente il finestrino dell’auto del paziente, senza che questo debba scendere.

Le procedure operative saranno definite dalle singole Asl che sceglieranno di attuare, eventualmente, questa modalità di tampone, pur sempre nell’ambito delle procedure di sicurezza. Il sistema drive through è divenuto celebre dopo l’applicazione da parte del governo della Corea del Sud ma è stato attuato anche da altri paesi anche europei.

Il modello è stato autorizzato perché consente di ridurre i rischi biologici per chi esegue i tamponi, consente di risparmiare sul lungo periodo sui dispositivi di protezione individuale, e al contempo certificare che un soggetto prima malato e poi negativo possa tornare idoneo alla propria attività lavorativa, soprattutto se in ambiti strategici, come la sanità, l’ordine pubblico, i servizi di trasporto ma anche i cantieri importanti.

Con questo sistema si potrà eseguire un numero molto elevato di tamponi ai soggetti richiedenti, da 80 a 300 al giorno, essendo di fatto annullati i tempi di spostamento presso i domicili dei pazienti da parte degli operati sanitari.