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Problema

Coronavirus, in Val Bisagno solo due uffici postali aperti: code e proteste dei cittadini

Ogni giorno decine di persone costrette a lunghe e interminabili code

Genova. Decine di metri di code con persone costrette ad interminabili attese fuori casa, mettendosi a rischio contagio: questo è quanto succede quotidianamente in Val Bisagno, dove la “razionalizzazione” delle aperture degli uffici postali a causa dell’emergenza sanitaria sta creando non poche criticità.

In tutta la vallata, infatti, a rimanere aperti sono solo due uffici: quello di Molassana e quello di via Termpi, che quindi assorbono tutto il lavoro dei cinque che solitamente sono operativi.

I cittadini, però, sono costretti a maggiori spostamenti e maggiori attesa in fila, cosa che non favorisce le condizioni di sicurezza oggi determinate dai provvedimenti presi da governo e amministrazioni per diminuire il rischio contagio, la cui logica è appunto quella di limitare la presenza fuori casa e gli spostamenti.

“Vista la situazione di estrema difficoltà che la chiusura di 3 uffici postali su 5 sta creando in Vallata, dov di fatto, l’ufficio di Molassana grazie ai suoi dipendenti sta stoicamente offrendo i suoi servizi a un bacino di utenza che va da Struppa e San Gottardo – sottolinea il presidente del Municipio IV Media Val Bisagno – Roberto D’Avolio – ci rivolgiamo al Sindaco di Genova affinché si faccia carico, nel rispetto della sicurezza dei lavoratori, di chiedere a Poste Italiane di studiare una soluzione che diminuisca il carico di utenza presso l’ufficio di Molassana. Pur essendo fondamentale ricordare a tutti che è inutile andare alle poste per questioni che si possono rimandare o espletare in altri modi, le lunghe code che abbiamo visto in questi giorni non sono compatibili con la situazione di emergenza che stiamo vivendo. Serve subito un intervento dell’Amministrazione per alleggerire la situazione”.