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Coronavirus, il sindaco Bucci: “Limitiamo la libertà personale? Ma per favore, semmai salviamo vite”

I vigili interpretano la distanza per il passeggio in 250 metri? "Per noi è la misura giusta poi si potrà fare ricorso"

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Genova. “Se c’è una persona che sta nuotando e rischia di annegare cosa faccio la salvo o aspetto che arrivi la polizia?”. Così il sindaco di Genova Marco Bucci nella diretta di questo pomeriggio su Genova24 risponde a chi ha criticato il suo appello di ieri ai genovesi a invitare i vicini di casa che escono troppo di frequente a restare nella propria abitazione. “Qualcuno dice che stiamo limitando la libertà delle persone, ma per favore – sbotta il sindaco – noi così le persone le salviamo. Cerchiamo di stare un gradino più in alto: dicendo alle persone di stare a casa noi aiutiamo le persone a non ammalarsi e a vivere”.

E sempre in base alla necessità di tutelare la salute pubblica il sindaco interpreta la rigidità della polizia locale che è al momento l’unica tra le forze dell’ordine a sanzionare, metro alla mano, chi oltrepassa la soglia invisibile dei 250 metri dalla propria abitazione per fare una passeggiata o un po’ di attività motoria all’aria aperta.

“In realtà la polizia locale – ci tiene a precisare il sindaco – prima invita i cittadini a tornare a casa e poi se le persone insistono nei loro comportamenti a rischio le sanzione”.

Resta il dubbio su questa distanza visto che i decreti del governo parlano di “prossimità della propria abitazione” senza dare alcuna specifica in termini di metri né lo stesso sindaco Bucci ha mai emanato un’ordinanza così specifica: “Per la polizia locale prossimità significa 250 metri perché fa riferimento a qualche testo normativo del passato, ma è vero che dal governo sono arrivate tante normative e ci sono e ci saranno tante cause legali. Anche i 250 metri sono opinabili, noi riteniamo sia la misura giusta, ma bisognava dare delle regole, se poi arriverà un’altra definizione sarò il primo ad accoglierla e ad applicarla”.