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Coronavirus, il sindaco Bucci: “11% in più di genovesi per strada, così rischiamo la ricaduta”

Intanto da Fondazione Carige e banca Passadore maxi donazione al conto corrente aperto da Tursi per implementare il plafond dei buoni spesa

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Genova. “Così non va bene, così rischiamo una ricaduta, è importante che anche i consiglieri comunali invece di fare polemiche su mascherine, via Sestri e campagna elettorale facciano passare questo unico messaggio, bisogna stare a casa”. Il sindaco di Genova Marco Bucci si è detto “deluso” dal comportamento di alcuni cittadini genovesi.

Gli spostamenti tra le varie delegazioni, in base all’analisi delle celle telefoniche effettuata da una compagnia telefonica e fornita al Comune di Genova, sono aumentati dell’11% nella giornata di lunedì 6 aprile rispetto al lunedì precedente. Già nel weekend si era registrato un aumento intorno al 5%.

A rivelare il dato è stato il sindaco durante il consiglio comunale svolto in video conferenza al termine di un articolo 55, ossia una richiesta di chiarimenti, sul tema delle azioni di prevenzione del Coronavirus in città. “L’aumento degli spostamenti è totalmente inaccettabile – ha detto – è vero che abbiamo avuto cinque giorni in cui c’è stata una lieve diminuzione di ospedalizzati e contagiati, ed è vero che sono notizie positive, tuttavia hanno scatenato comportamenti controproducenti, se le persone non stanno a casa non usciremo da questa situazione e anzi rischiamo una ricaduta”.

L’opposizione, durante il consiglio, ha sottolineato i problemi relativi alla scarsa disponibilità di mascherine chirurgiche e alcune lacune nella gestione dell’emergenza sanitaria. L’ordine del giorno presentato dall’opposizione e che invitava a sfruttare le strutture ospedaliere dismesse o ridimensionate per ospitare positivi al Coronavirus è stato bocciato.

Sempre il sindaco Bucci ha dichiarato che le banche Carige e Passadore hanno versato 100 mila euro ciascuna sul conto corrente aperto dal Comune per implementare il plafond disponibile per i buoni spesa.

Sulla questione mascherine – quelle chirurgiche – che saranno distribuite gratuitamente, non è ancora stato deciso quale sarà la modalità di distribuzione: sicuramente, ha spiegato Bucci, le farmacie saranno un soggetto fondamentale anche perché possono scansionare il codice fiscale dei cittadini ed evitare doppie distribuzioni, ma anche la protezione civile entrerà in gioco per consegne a domicilio, per evitare che anziani o malati debbano uscire di casa per recuperare le mascherine chirurgiche.