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Coronavirus, il pediatra Ferrando: “Le passeggiate con i bambini? Circolare insensata, bisogna stare a casa”

Secondo il medico siamo ancora troppo nel cuore della pandemia per allentare le regole di distanziamento sociale: "Si tratta di darsi delle priorità"

Genova. “Ma che senso ha uscire per un’ora, e poi magari per un’altra ora, con i parchi chiusi, senza altri bambini o persone da incontrare, con ambulanze che passano ogni tre secondi? Perché il bambino lo vuole? Diciamo la verità, sono i genitori che vogliono uscire e usano il bambino come alibi per farlo una volta di più, ma questo non significa comportarsi in maniera responsabile”. Queste parole, severe, sono di Alberto Ferrando, noto pediatra genovese e presidente dell’associazione Pediatri extraospedalieri, intervistato in diretta Facebook sulla pagina di Genova24.

Secondo Ferrando, “la circolare del governo che ha chiarito la possibilità di uscire per un’ora per fini motori, non ludici, con i bambini è una classica soluzione all’italiana, fatta per accontentare qualcuno e scontentare tutti, e che rende l’idea di come non ci siano teste pensanti a prendere le decisioni”. Il medico prosegue: “Siamo nel bel mezzo di una pandemia, in una fase che non ci permette ancora di allentare la tensione, un messaggio come quello che è stato dato con questa circolare, ovvero che si può uscire tranquillamente, è un messaggio che la maggior parte dei pediatri non condivide minimamente”.

E’ vero che i bambini e i ragazzi soffrono a stare in casa e potrebbero subire degli effetti collaterali legati al poco sole, al poco movimento, alla poca interazione con la realtà: “Le criticità esistono per tutti, ma una cosa che dobbiamo tenere presente è che i bambini e i ragazzi vivono bene o male la situazione a seconda di come la vedono vivere agli adulti che sono loro vicino, noi dobbiamo stabilire una scala di priorità: alla base della quale c’è la vita, subito sopra ci sono la salute fisica e mentale e poi vengono tutto le altre sciocchezze di cui abbiamo riempito la società edonistico-narcisistica”.

Un discorso, quello di limitare le uscite, che non vale per tutti. “Ben diversa – afferma Ferrando – è la situazione di bambini che hanno bisogni speciali su cui dovremo dare delle risposte rapidamente”. Nei giorni scorsi, ad esempio, Alisa ha chiarito come per i bambini e i ragazzi che hanno sindromi di autismo sia possibile uscire accompagnati dai genitori.

“Faccio un appello alla responsabilità degli individui – conclude Ferrando – osserviamo il distanziamento sociale rigido, che è l’unica vera soluzione, dobbiamo ancora maturare come nazione, tu che esci tre volte al giorno, tu che porti il cane, tu che sei più furbo degli altri, tu stai danneggiando questo Paese”.