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Coronavirus, il medico in prima linea: “Ora tamponi inutili, contagio arrivato al 38% tra il personale dell’ospedale”

“Gli untori siamo stati noi, ora bisogna isolare anziani e malati, e far uscire i giovani”

Genova. Fare i tamponi adesso sarebbe poco utile perché il peggio è ormai passato, ma se fossero stati fatti all’inizio dell’emergenza, circa due mesi fa, la percentuale dei contagiati all’interno del corpo medico sanitario sarebbe stato elevato.

A dirlo un dottore, Germano Gaggioli, medico del centro Covid dell’Asl3 genovese, operativo al Villa Scassi di Sampierdarena che ha eseguito dei test immunologici cromatografici per la ricerca degli anticorpi al personale sanitario del suo reparto in maniera indipendente, con risultati molti distanti, secondo quando da lui riportato, da quelli ottenuti col metodo di chemiluminescenza.

“Ho effettuato 44 test cromatografici al personale sanitario del mio reparto, tra medici infermieri OSS, è ho trovato che 17 persone, cioè il 38% del totale avevano contratto il covid, risultando positivi per le immunoglobuline di tipo M o di tipo G, per lo più senza presentarne i sintomi – aggiunge – Queste persone, tra le quali anche io, abbiamo operato senza saperlo per giorni: in effetti penso che gli untori siamo stati anche noi”.

Il test cromatografico è un test qualitativo molto rapido “che permette in laboratorio di avere risultati in 15 minuti e sembra essere più sensibile ad identificare chi ha contratto il virus anche se più “grossolano” di quello quantitativo a cheminulescenza – spiega Gaggioli – verosimilmente i tamponi sono stati fatti troppo tardi, adesso sono praticamente inutili”.

I numeri del contagio, soprattutto in ospedali e strutture sanitarie, quindi, sarebbero molto più alti, come anche confermato dalle stime dell’Istituto superiore di Sanità “e meno male, perché vuol dire che seppur molto contagioso questo virus ha una mortalità percentuale più bassa dei dati ufficiali che abbiamo – sottolinea – e lo sarà sempre meno, visto che ora si ha già una sorta di immunità di gregge”.

“Ripeto, a mio parere i tamponi andavano fatti al personale sanitario ad inizio pandemia ora la maggior parte nel personale sanitario sarà negativo in parte perché alcuni di noi hanno già contratto il virus in modo asintomatico e in parte perché oramai usiamo attenzione e protezioni idonee”.

“E’ stato molto corretto fare la quarantena – conclude – ma adesso secondo me è giusto passare con le dovute attenzioni ed accorgimenti alla fase 2“. E come gestire questa fase? “Secondo me bisogna ancora isolare gli anziani i sintomatici e quelli con importanti patologie, i più fragili, coloro i quali hanno pertanto alto tasso di letalità, far uscire i giovani e chi ha gli anticorpi, mantenendo tuttavia le note precauzioni come ad esempio il distanziamento sociale, l’uso di mascherine nei locali chiusi”.