Quantcast
L'ipotesi

Coronavirus, il cardiochirurgo Spagnolo: “Eparina utile per trattamento precoce”

Il luminare della cardiochirurgia sostiene che la causa di morte sia l'embolia e indica anche una terapia da attuare nei pazienti gravissimi

salvatore spagnolo

Genova. Arriva anche da un luminare della cardiochirurgia genovese la proposta dell’uso dell’eparina per intervenire precocemente sugli effetti del Covid-19.

Salvatore Spagnolo, già responsabile della cardiochirurgia del Policlinico San Martino di Genova, della cardiochirurgia del Policlinico di Monza e oggi corresponsabile della cardiochirurgia dell’Iclas di Rapallo, ha pubblicato un articolo sul tema il primo aprile scorso nel Journal of Cardiology Research Reviews & Reports.

Spagnolo, che ha competenza specifica nel trattamento dell’embolia polmonare massiva anche a livello di tecnica innovativa a livello chirurgico, ha proposto due terapie: il trattamento precoce a domicilio con eparina a basso peso molecolare per prevenire la formazione dei trombi (da somministrare quando i segni dell’influenza non migliorano dopo 3-4 giorni dall’inizio dei sintomi) e l’utilizzo dell’ossigenatore a membrana e dell’inversione dei flussi del circolo polmonare per rimuovere i coaguli periferici nei pazienti gravissimi.

Queste terapie sono state ideate dall’osservazione dell’andamento clinico dei pazienti ricoverati a Codogno: Spagnolo sostiene che questo non è il decorso clinico di una polmonite e ha ipotizzato che la principale causa di morte potesse essere un’embolia polmonare periferica diffusa. L’ipotesi viene sostenuta dai quadri radiologici, dagli studi con AngioTac polmonare e dalle autopsie su 50 pazienti deceduti per Covid-19.

Le modalità con cui i fattori della coagulazione sono alterati non sono ancora ben conosciute ma le conseguenze che ne derivano risultano drammatiche: il virus è in grado di innescare la formazione di quei piccoli trombi che sono stati riscontrati agli esami autoptici.

Spagnolo sottolinea che l’embolia polmonare periferica è ben più severa di quella centrale, arrivando a causare la morte del paziente.

Secondo il cardiochirurgo l’eparina va assunta sotto pelle per impedire la formazione dei coaguli, prevenendo i trombi.

Spagnolo evidenzia che al momento l’eparina viene usata solo in terapia intensiva quando i coaguli sono già presenti nei polmoni.

Nei pazienti gravissimi invece, il luminare sostiene che l’unica possibilità terapeutica è collegare il paziente a una macchina cuore polmone e provvedere all’ossigenazione del sangue mediante un ossigenatore a membrana. Questa terapia si può attuare per una durata di 12-24 ore.
Il flusso di sangue invertito spinge i piccoli coaguli verso l’esterno.
La proposta deriva da una tecnica ideata dallo stesso Spagnolo e applicata per rimuovere i piccoli coaguli e l’aria a fine intervento di embolectomia polmonare, eliminando la causa principale dell’alta mortalità che si registrava negli interventi di embolectomia polmonare.