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Problema

Coronavirus, i residenti del Righi: “Ospiti dell’ostello ubriachi e molesti”. Il Comune: “Non sono i senzatetto”

La struttura accoglie persone senza fissa dimora. Il quartiere chiede l'intervento della polizia locale: "Viviamo barricati in casa e abbiamo paura ad andare a comprare"

Genova. “Offrire assistenza ai senza fissa dimora oggi più che mai è necessario, ma temiamo che qui si sia perso il controllo della situazione”. A parlare è una giovane donna, madre di un bambino, residente sulle alture tra Oregina e il Righi, preoccupata perché l’isolamento a casa, adesso, è motivo di preoccupazione e disagio. “Viviamo con le finestre sbarrate anche di giorno e abbiamo paura ad andare al supermercato”, aggiunge.

Il problema, denunciato da altri residenti della zona e da un consigliere municipale, riguarda il presunto comportamento illecito di alcuni ospiti temporanei dell’ostello della Gioventù di via Costanzi, struttura allestita dal Comune di Genova in collaborazione con le associazioni del terzo settore per offrire un posto dove stare ai cittadini senza fissa dimora. 54 posti che si aggiungono a quelli della rete di accoglienza genovese e che, in teoria, dovrebbero garantire sicurezza e igiene alle persone seguite.

Come afferma anche il consigliere municipale del Centro Est Vincenzo Palomba, esiste un problema: “Si parla di tentativi di furti e persone che girano ubriache venendo meno alle prescrizioni nazionali e importunando i residenti in coda per la spesa – dice – l’ulteriore preoccupazione è sul controllo dell’asilo Bondi, attualmente non presidiato e collegato all’ostello della Gioventù, che potrebbe essere violato o danneggiato”.

Il Comune: “Non sono gli ospiti dell’ostello”. I residenti chiedono maggiore controllo da parte delle forze dell’ordine e da parte degli operatori delle associazioni e cooperative che seguono i senza fissa dimora. Che però escludono che le persone viste in giro possono essere ospiti della struttura. “Perché se dovessero uscire e peraltro comportarsi male sarebbero automaticamente esclusi per regolamento dagli aiuti e dal programma di accoglienza“, hanno spiegato da Agorà.

L’assessorato al Sociale del Comune di Genova, attraverso l’assessore Francesca Fassio, si sta occupando del problema e ha risposto a chi ha sollevato la questione: “Gli uffici competenti hanno fatto presente le problematiche alla cooperativa che si occupa dell’assistenza ai senza dimora presso la struttura. E’ stato richiesto un presidio costante e accurato e una particolare attenzione ai comportamenti delle persone accolte. In particolare è stata ribadita la necessità che le persone non escano dalla struttura e dal cortile di pertinenza, se non per casi eccezionali. Mi è stato anche assicurato che l’Asilo collegato all’Ostello è interdetto e inaccessibile”.

L’assessorato ha chiesto alla polizia locale di andare in loco per dei controlli ma gli agenti non hanno notato alcunché di irregolare. I responsabili della cooperativa hanno altresì coinvolto parroco di zona, Don Stefano, della parrocchia di Nostra Signora di Loreto, il quale sta collaborando e “sostenendo attivamente gli operatori nella gestione di un gruppo di persone che, peraltro, come noto, sono complesse per le particolari fragilità che le caratterizzano”, spiega l’assessore.

“Le stesse persone accolte sono state sensibilizzate più volte sulla necessità di rispettare le regole, pena, in caso di allontanamenti impropri, la perdita stessa del diritto all’accoglienza.
Poiché la struttura è dotata di un ampio piazzale, pertinente la proprietà dei locali ostello, gli ospiti hanno la consuetudine di sostare lì, all’aria aperta. Tale piazzale è chiuso da un imponente cancello e, come precisato, a servizio esclusivo dell’immobile”, si legge ancora nella risposta scritta dell’assessore Fassio.

Ma allora chi è che gira, più o meno indisturbato, e spaventa gli abitanti?
E’ possibile, a detta degli operatori che nella più ampia popolazione delle persone senza dimora si sia diffusa la notizia dell’apertura del dormitorio di emergenza e che altre persone dunque abbiano iniziato ad aggirarsi nel quartiere. “Le segnalazioni saranno pertanto verificate ulteriormente dagli agenti di polizia locale”, conclude l’assessore al Sociale.

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