Appello

Coronavirus, Giampedrone: “Nel weekend di Pasqua fate conto di essere in allerta rossa”

L'appello dell'assessore alla protezione civile: "Se ci giochiamo questo fine settimana ci siamo giocati tutti i sacrifici fatti finora"

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Genova. “Fate conto di essere in allerta rossa”. Usa un’analogia ben nota ai liguri l’assessore regionale alla protezione civile Giacomo Giampedrone per lanciare l’ennesimo appello a rispettare le regole durante le festività pasquali, il momento ritenuto cruciale per gli sviluppi dell’emergenza coronavirus. “Se ci giochiamo questo weekeend – ha detto Giampedrone durante la conferenza stampa col governatore Giovanni Toti – ci siamo giocati gran parte del sacrificio. Fatelo per chi ha perso la vita”.

Oggi, intanto, si sono riuniti in videoconferenza i prefetti della Liguria con il presidente Toti, i sindaci dei quattro capoluoghi, i presidenti delle province, Anci e la polizia stradale. Obiettivo mettere a punto il piano di controlli straordinari per evitare soprattutto l’accesso dei turisti alle seconde case, vietato sia dal Governo sia dall’ordinanza regionale. Ai caselli autostradali ci saranno pattuglie pronte a sanzionare i trasgressori, ma ulteriori dettagli emergeranno giovedì.

Un richiamo alla responsabilità che arriva insieme alla conferma della distribuzione gratuita di mascherine a tutti i liguri, prevista a partire da venerdì. Il rischio è che il possesso di un mezzo di protezione possa indurre alcuni a sentirsi più sicuri e a violare i divieti. “Avere la mascherina non vuol dire fare quello che si vuole – ribadisce l’assessore – e siccome i dati iniziano a essere leggermente positivi, se ci mangiamo il prossimo fine settimana roviniamo tutto quello che di buono abbiamo ottenuto finora”.

Le modalità di distribuzione sono ancora in corso di valutazione. “Stiamo ponderando tutti i consigli che ci arrivano, nell’esigenza di fare presto e bene”, ha aggiunto Giampedrone. Il ritiro potrà avvenire in edicole, farmacie e tabaccherie e ogni cittadino potrà portare a casa una confezione con marchio della protezione civile contenente due mascherine. La Regione sta valutando in quali situazioni pensare invece alla consegna a domicilio, anche perché preoccupa il rischio di assembramenti in strada.

Per ora non si parla ancora di ordinanze che rendano obbligatorio l’uso della mascherina, anche se diversi Comuni lo stanno facendo con sanzioni piuttosto elevate (ha fatto discutere il caso di Recco). “Nella notte di Pasqua – ha concluso l’assessore – ci aspettiamo voli che tra lunedì e martedì permetteranno di avere altri 2 milioni di chirurgiche e 200mila FFP2, in modo da completare il quadro da 5 milioni di chirurgiche e 1,2 milioni di FFP2. È un piano che cercheremo di tarare anche quando il paese inizierà a riaprire”.

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